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LA FAMIGLIA, IL PILASTRO PER SUPERARE LA CRISI ECONOMICA
Saluto e ringrazio gli organizzatori di questo importante convegno, tutti i relatori che interverranno questa mattina e tutti voi qui presenti. Regione Lombardia ospita volentieri questo evento, che certamente affronta un tema di grande importanza e di strettissima attualità come quello della conciliazione tra famiglia e lavoro. Questi ultimi mesi, come tutti sappiamo, sono stati molto difficili sul fronte del lavoro e dell’occupazione, e certamente tante famiglie hanno vissuto o stanno vivendo momenti di grande sofferenza. Per questa ragione, proprio perché nessuno venga lasciato da solo, la Regione Lombardia si è impegnata con tempestività a mettere in campo varie iniziative volte a sostenere i lavoratori e le famiglie maggiormente in difficoltà; sto pensando soprattutto alle risorse che sono state investite nel sistema della dote, che è stato modulato in modo flessibile per rispondere in modo adeguato ed efficace a tutti i bisogni emersi nella società. In questo contesto, il tema della conciliazione tra la vita familiare e l’ambito lavorativo diventa fondamentale: per molte famiglie, per molte donne la difficoltà nel tenere insieme le due dimensioni si è infatti resa ancor più evidente.
Penso a tante donne  - anche tra le mie collaboratrici - che lavorano con professionalità e impegno cercando però sempre di non far mancare la loro presenza e il loro fondamentale contributo all’interno delle proprie famiglie, specie laddove ci siano figli ancora piccoli da crescere o persone anziane o con problemi di salute o disabilità da accudire in modo continuativo. Sappiamo bene infatti che il maggior carico di responsabilità familiare e di cura che grava sulle donne incide fortemente sulla loro possibilità di accedere e permanere sul mercato del lavoro. D’altro canto, è chiaro che la rigidità degli orari dei servizi pubblici e privati è spesso causa della difficoltà di conciliare attività professionali e vita familiare. Questi sacrifici non possono non essere riconosciuti e per questo sono grato a chi quotidianamente opera, in modo discreto e silenzioso, per sostenere le nostre famiglie che, seppur con grandi fatiche, costituiscono ancora il vero cuore pulsante della nostra società. Cosa possono fare in questo contesto le istituzioni? Come già accennavo, sono convinto che la conciliazione tra famiglia e lavoro sia uno dei terreni su cui si giocherà la competitività di tutto il nostro sistema economico e imprenditoriale. Permettetemi dunque di fare un affondo su come queste tematiche siano state affrontate in questi anni dalla Regione Lombardia.

LE ISTITUZIONI AL SERVIZIO DELLA FAMIGLIA

Un aspetto che ci vede primeggiare rispetto al resto del Paese è certamente il tasso di occupazione femminile che, realizzando sostanzialmente gli obiettivi fissati dalla Strategia di Lisbona dell’Ue, raggiunge ormai quasi il 60%. Questo dato documenta il buon impatto delle iniziative poste in essere da Regione Lombardia negli ultimi anni e, contestualmente, ci sprona a fare ancora di più. Sul tema specifico della conciliazione tra la vita familiare e l’ambito lavorativo abbiamo già realizzato molte iniziative significative e investito risorse importanti. Sto pensando ad azioni e interventi messi in atto secondo queste linee guida: tutelare la maternità, soprattutto per le lavoratrici precarie; favorire lo sviluppo del part-time femminile e in generale l’accesso e la permanenza nel mondo del lavoro; aumentare l’offerta di servizi alla prima infanzia; promuovere  e sostenere l’imprenditorialità femminile; investire sullo sviluppo e la riqualificazione del capitale umano; favorire l’accesso alle informazioni e ai servizi offerti dalle pubbliche amministrazioni, valorizzare il ruolo delle associazioni e delle rappresentanze familiari.
Abbiamo quindi lavorato nell’ottica di promuovere l'attivazione di servizi alle persone e alle famiglie che favoriscano la conciliazione tra tempi individuali, di cura parentale e orari di lavoro, agendo nei vari territori in un'ottica di sviluppo locale. Brevemente voglio ricordare alcuni interventi specifici posti in atto da Regione Lombardia: la Dote donna, volta a promuovere l’occupazione delle donne disoccupate o inoccupate in possesso di lauree “deboli”, cioè scarsamente spendibili sul mercato del lavoro, attraverso la realizzazione di stage/project work, della durata minima di tre mesi e massima di cinque mesi, finalizzati alla sottoscrizione di contratti di lavoro a tempo indeterminato o determinato (durata non inferiore ai 12 mesi). Il finanziamento di numerosi progetti a supporto della nascita di imprese e attività produttive gestite da donne, allo scopo di favorire l’ingresso nel mondo del lavoro, l’auto-occupazione e la promozione della loro imprenditorialità: in questa direzione negli ultimi due anni abbiamo finanziato 141 progetti per quasi 10 milioni di euro). In Lombardia sono già 52.560 i posti negli asili nido per i bambini da 0 a 3 anni: (47.750 negli asili nido; 2.441 nei micronidi; 1.134 nei centri per prima infanzia e 1.235 nei nidi famiglia); nel 2009 sono stati stanziati 18 milioni di euro per promuovere la ristrutturazione e l'ampliamento della capacità ricettiva degli asili nido e micronidi, anche aziendali. Il sostegno a progetti comunali nella sperimentazione e attuazione di politiche dei tempi per migliorare la vivibilità delle città e dei territori: in questo senso va ricordato il coordinamento degli orari attraverso i piani territoriali degli orari. Nell’ultima legislatura, la Regione ha stanziato più di 8 milioni di euro per sostenere questi piani e a breve metteremo a disposizione ulteriori risorse per un bando del valore di 1,5 milioni di euro. Il programma “Conciliazione famiglia lavoro”, promosso nel 2007, per favorire l'accesso dei cittadini alle informazioni e ai servizi in materia di conciliazione. Il portale Conciliazione famiglia lavoro, che rende accessibili tutte le informazioni relative alla normativa maternità/lavoro, alle strutture e ai servizi per l'infanzia e l'adolescenza esistenti sul territorio lombardo con descrizione delle attività, dei riferimenti per l'accesso e i posti disponibili, le iniziative sperimentali e le buone prassi esistenti. Il piano regionale Opportunità per tutti, che prevede azioni finalizzate allo sviluppo del capitale umano, all'inclusione sociale, alla conciliazione tra tempo di lavoro e tempo di cura, allo sviluppo delle reti di parità per rafforzare in un'ottica di sussidiarietà gli organismi di parità attivi sul territorio regionale.

GUARDANDO AL FUTURO
Quali sono dunque i fronti su cui continuare a lavorare insieme? Innanzitutto penso a politiche di sempre maggior sostegno, specie con interventi di natura fiscale, alle imprese che investono in progetti per le famiglie. Proprio per le difficoltà che stiamo attraversando, credo che sia ancora più da sottolineare e valorizzare l’impegno, la creatività, la ricchezza di alcuni progetti realizzati da aziende e pubbliche amministrazioni per migliorare e facilitare la vita dei propri dipendenti. In questo senso voglio ricordare una bella iniziativa di Regione Lombardia, il premio Famiglia Lavoro. Giunto alla seconda edizione, quest’anno hanno partecipato 44 imprese e ben 33 pubbliche amministrazioni lombarde che si sono distinte per progetti amici della famiglia e della conciliazione tra i tempi lavorativi e quelli altrettanto fondamentali da dedicare ai figli, ai genitori o ai parenti che hanno bisogno di cure. Questi rappresentano certamente esempi concreti di come si combatte la crisi con fiducia e ottimismo, a partire da uno sguardo più intelligente e umano nei confronti dei singoli lavoratori. L’altro fronte su cui intervenire con ancora maggiore determinazione è quello delle politiche a sostegno delle famiglie. In questo senso voglio ricordare che proprio qualche giorno fa, con l’accordo di tutte le principali sigle sindacali, abbiamo deciso un intervento forte a sostegno delle famiglie, mettendo a disposizione un pacchetto di misure del valore complessivo di 27 milioni di euro. Sono convinto tuttavia che si possa fare ancora di più e sperimentare in questa direzione: soprattutto penso che la vera sfida sia quella di applicare il quoziente familiare in modo sempre più ampio e trasversale alle diverse politiche. La sfida che ci è posta davanti è quella dunque di creare sempre maggiori condizioni nelle quali donne e uomini, soprattutto i più giovani, possano esprimersi compiutamente, senza dover rinunciare a nessuno degli aspetti fondamentali della propria esistenza. Bisogna avere il coraggio di realizzare finalmente una politica vicina alle componenti primarie della società civile e, dunque, al nucleo familiare, offrendo un contesto favorevole alla crescita delle persone e riconoscendo il ruolo sociale e economico della famiglia. Restituire spessore e vitalità alla famiglia serve a restituire alla nostra comunità una delle sue più importanti componenti strutturali, senza la quale non possiamo muovere alcun passo verso il futuro.

Milano 05/02/2010 | Società

Manifestazione: Convegno conciliazione e lavoro

 
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