SANITÀ, UN CAMPUS PER FARE DI PAVIA LA CAPITALE
Ringrazio tutti per la vostra presenza e saluto le illustri autorità presenti a questo tavolo: l’assessore Bresciani, il presidente della Fondazione Irccs San Matteo Alessandro Moneta, il direttore generale Pietro Caltagirone, il rettore dell’Università degli Studi di Pavia professor Angiolino Stella, il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo e il presidente della Provincia di Pavia Vittorio Poma. È con orgoglio ed estrema soddisfazione che annuncio che oggi è stato sottoscritto un accordo tra fondazione San Matteo e università di Pavia, col patrocinio di Regione Lombardia, di grandissima importanza: esso infatti prevede che all’interno del San Matteo venga realizzato il più grande campus universitario attualmente esistente non solo in Italia. Al momento non esiste nulla infatti a livello europeo che possa essere equiparabile a questo progetto.Ringrazio dunque tutti i soggetti coinvolti, personalmente e per conto di Regione Lombardia, per aver ideato e concretizzato questo progetto così ambizioso e lungimirante.
I CONTENUTI DEL PROGETTO
Nell’ambito dei lavori di riqualificazione che stanno interessando il Policlinico San Matteo, è previsto il trasferimento dei padiglioni - ora occupati dalle cliniche mediche, chirurgiche e di Dermatologia - nel nuovo Dea (Dipartimento emergenza accettazione) attualmente in costruzione. Gli spazi liberati dai tre padiglioni vengono quindi concessi in comodato d’uso gratuito - a partire dal 2011 - all’Università di Pavia, per essere destinati ad ospitare il nuovo Campus della Salute. Il fabbisogno finanziario per l’intervento di ristrutturazione delle strutture sarà interamente a carico dell’Università. Con il riutilizzo di questi spazi diventa così possibile svolgere direttamente all’interno dell’ospedale San Matteo tutte le attività di didattica della Facoltà di Medicina pavese. Con questo progetto si crea dunque una forte sinergia – su modello dei campus americani - che favorisce lo sviluppo e l’integrazione delle attività di cura, di ricerca e di didattica. Ogni giorno nelle aree messe a disposizione dal San Matteo saranno infatti ospitati circa 4.500 studenti, che potranno utilizzare anche una palazzina interamente dedicata a un laboratorio di ricerca di ultima generazione. Sottolineo inoltre che questa realizzazione si inserisce pienamente nell’evoluzione del tessuto urbanistico pavese, in un momento in cui il Comune sta provvedendo alla redazione del proprio Pgt.
In particolare, nel settore sanitario, stiamo assistendo a Pavia a uno straordinario fenomeno di integrazione fisica e funzionale tra una pluralità di soggetti di massimo livello: Fondazione San Matteo, Università, le strutture Mondino, Maugeri e Cnao (Centro nazionale di adroterapia oncologica) che verrà inaugurato nei prossimi giorni. Si tratta di una concentrazione di eccellenze che difficilmente ha eguali e che qualificano il capoluogo pavese come una vera e propria capitale della salute.
L’INTEGRAZIONE TRA GLI ATTORI IN CAMPO
Questa importantissima iniziativa condotta da San Matteo e Università di Pavia si armonizza pienamente con le linee di indirizzo e sviluppo tracciate dalla politica sanitaria regionale. Anzitutto quella dell’integrazione tra gli attori in campo: il primo grande obiettivo che Regione Lombardia vuole ulteriormente potenziare è quello di imprimere un’accelerazione alle collaborazioni tra tutti i soggetti coinvolti. Lo sforzo comune deve essere quello di travalicare le barriere tra le diverse discipline, mettendo al centro della nostra attenzione la promozione della salute dei cittadini. Fare questo significa, a nostro avviso, integrare sempre di più il pubblico con il privato, l’università con il territorio, la cura con la ricerca. Questo è esattamente ciò che sta avvenendo a Pavia: le alte specializzazioni che fanno del San Matteo un centro di assoluta eccellenza, unite a uno sviluppo così importante delle attività di formazione e ricerca universitaria al suo interno grazie a questo nuovo cmpus della salute, rappresentano infatti un’occasione quanto mai preziosa di arricchimento reciproco. Regione Lombardia si sta adoperando con il massimo sforzo, in collaborazione con tutti i suoi atenei universitari, per promuovere e sostenere il sistema regionale della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico. Proprio nell’ottica di questa alleanza di sistema, abbiamo firmato alla fine del 2009 con i dodici rettori delle università lombarde un importante accordo che prevede l’assunzione di impegni forti, a partire da una significativo stanziamento di risorse pari a 60 milioni di euro, per favorire un ulteriore innalzamento della quantità e della qualità del capitale umano all’interno del mondo universitario. È necessario infatti che il nostro sistema si renda ancora più attrattivo e competitivo: potremo vincere questa sfida molto impegnativa solo grazie allo sforzo di tutti i soggetti coinvolti, e alla nostra capacità di scommettere sempre di più sui giovani e sulle loro potenzialità. Vogliamo creare un sistema di ricerca all’avanguardia, nella consapevolezza che il nostro territorio può divenire in breve tempo una delle capitali mondiali della salute e in particolare della biomedicina.
Saluto quindi questo accordo nella convinzione che lo sviluppo di questo campus così innovativo si muova esattamente in questa direzione, contribuendo significativamente a farci proseguire lungo la strada di questo obiettivo così ambizioso.
I CONTENUTI DEL PROGETTO
Nell’ambito dei lavori di riqualificazione che stanno interessando il Policlinico San Matteo, è previsto il trasferimento dei padiglioni - ora occupati dalle cliniche mediche, chirurgiche e di Dermatologia - nel nuovo Dea (Dipartimento emergenza accettazione) attualmente in costruzione. Gli spazi liberati dai tre padiglioni vengono quindi concessi in comodato d’uso gratuito - a partire dal 2011 - all’Università di Pavia, per essere destinati ad ospitare il nuovo Campus della Salute. Il fabbisogno finanziario per l’intervento di ristrutturazione delle strutture sarà interamente a carico dell’Università. Con il riutilizzo di questi spazi diventa così possibile svolgere direttamente all’interno dell’ospedale San Matteo tutte le attività di didattica della Facoltà di Medicina pavese. Con questo progetto si crea dunque una forte sinergia – su modello dei campus americani - che favorisce lo sviluppo e l’integrazione delle attività di cura, di ricerca e di didattica. Ogni giorno nelle aree messe a disposizione dal San Matteo saranno infatti ospitati circa 4.500 studenti, che potranno utilizzare anche una palazzina interamente dedicata a un laboratorio di ricerca di ultima generazione. Sottolineo inoltre che questa realizzazione si inserisce pienamente nell’evoluzione del tessuto urbanistico pavese, in un momento in cui il Comune sta provvedendo alla redazione del proprio Pgt.
In particolare, nel settore sanitario, stiamo assistendo a Pavia a uno straordinario fenomeno di integrazione fisica e funzionale tra una pluralità di soggetti di massimo livello: Fondazione San Matteo, Università, le strutture Mondino, Maugeri e Cnao (Centro nazionale di adroterapia oncologica) che verrà inaugurato nei prossimi giorni. Si tratta di una concentrazione di eccellenze che difficilmente ha eguali e che qualificano il capoluogo pavese come una vera e propria capitale della salute.
L’INTEGRAZIONE TRA GLI ATTORI IN CAMPO
Questa importantissima iniziativa condotta da San Matteo e Università di Pavia si armonizza pienamente con le linee di indirizzo e sviluppo tracciate dalla politica sanitaria regionale. Anzitutto quella dell’integrazione tra gli attori in campo: il primo grande obiettivo che Regione Lombardia vuole ulteriormente potenziare è quello di imprimere un’accelerazione alle collaborazioni tra tutti i soggetti coinvolti. Lo sforzo comune deve essere quello di travalicare le barriere tra le diverse discipline, mettendo al centro della nostra attenzione la promozione della salute dei cittadini. Fare questo significa, a nostro avviso, integrare sempre di più il pubblico con il privato, l’università con il territorio, la cura con la ricerca. Questo è esattamente ciò che sta avvenendo a Pavia: le alte specializzazioni che fanno del San Matteo un centro di assoluta eccellenza, unite a uno sviluppo così importante delle attività di formazione e ricerca universitaria al suo interno grazie a questo nuovo cmpus della salute, rappresentano infatti un’occasione quanto mai preziosa di arricchimento reciproco. Regione Lombardia si sta adoperando con il massimo sforzo, in collaborazione con tutti i suoi atenei universitari, per promuovere e sostenere il sistema regionale della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico. Proprio nell’ottica di questa alleanza di sistema, abbiamo firmato alla fine del 2009 con i dodici rettori delle università lombarde un importante accordo che prevede l’assunzione di impegni forti, a partire da una significativo stanziamento di risorse pari a 60 milioni di euro, per favorire un ulteriore innalzamento della quantità e della qualità del capitale umano all’interno del mondo universitario. È necessario infatti che il nostro sistema si renda ancora più attrattivo e competitivo: potremo vincere questa sfida molto impegnativa solo grazie allo sforzo di tutti i soggetti coinvolti, e alla nostra capacità di scommettere sempre di più sui giovani e sulle loro potenzialità. Vogliamo creare un sistema di ricerca all’avanguardia, nella consapevolezza che il nostro territorio può divenire in breve tempo una delle capitali mondiali della salute e in particolare della biomedicina.
Saluto quindi questo accordo nella convinzione che lo sviluppo di questo campus così innovativo si muova esattamente in questa direzione, contribuendo significativamente a farci proseguire lungo la strada di questo obiettivo così ambizioso.
Manifestazione: Firma accordo San Matteo di Pavia


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