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ZERO BUROCRAZIA PER LE IMPRESE LOMBARDE
Saluto il Presidente Unione Italiana, Ferruccio Dardanello.
Saluto il Presidente di Unioncamere Lombardia, Francesco Bettoni, che ringrazio per l’invito alla settima edizione delle Assise degli Amministratori camerali della Lombardia.
Saluto tutti i rappresentanti dei 12 Consigli camerali lombardi, che svolgono un lavoro prezioso per promuovere le tantissime aree in cui operano le nostre Camere di Commercio.

Si tratta di un importante momento di comune confronto, che ormai è diventato un appuntamento fisso per fare il punto sulla situazione economica del nostro territorio e individuare le questioni più urgenti. Il tema di quest’anno – Semplificazione: una leva per la competitività -  è certamente una delle priorità per il nostro Sistema Paese, sul quale anche il governo lombardo è fortemente impegnato.

Proprio per questa ragione con la nuova legislatura abbiamo istituito, oltre ad un Assessorato con una precisa delega alla Semplificazione e Digitalizzazione, la “Task Force zero burocrazia” che coinvolge anche il Sistema Camerale e le rappresentanze del mondo produttivo e sociale, e che sta lavorando attivamente per semplificare e ridurre al minimo la burocrazia per imprese e cittadini.
Occorre fare in modo che le imprese possano operare libere da quei lacci e lacciuoli che sono un onere ingombrante in tempi normali, ma che possono diventare una condanna in congiunture come quella attuale. Si tratta di un cambiamento che deve essere anche culturale, prima che normativo. La ripresa, infatti, può arrivare solo se si scommette sulla capacità di costruzione positiva di ogni persona, sulla fiducia che si dà alla voglia di rischiare da parte del singolo.

L’IMPEGNO PER LO SVILUPPO DELLE IMPRESE LOMBARDE
Il contesto economico generale vede una situazione di crisi e transizione che responsabilizza ancora di più il ruolo regionale nel definire politiche e strumenti di sviluppo e, dove opportuno, di sostegno alle aziende in difficoltà.
Regione Lombardia nel corso del biennio 2008-2010 ha adottato misure straordinarie di intervento sia allo scopo di arginare e mitigare gli effetti economici e sociale della crisi economica, sia per porre le premesse di un rilancio solido e duraturo. L’insieme degli interventi attuati ha mobilitato a favore delle imprese, nel periodo 2008-2009, più di 2 miliardi di euro .

Ora alla luce dei tagli delle risorse pubbliche sarà necessario un ulteriore assunzione di responsabilità per attuare un ripensamento degli strumenti di sostegno alle imprese, in modo tale da sviluppare politiche più incisive e più adeguate allo scenario economico.

Proprio per questo abbiamo appena approvato una manovra di bilancio con la quale intendiamo sostenere lo sviluppo economico del nostro sistema produttivo.
L’idea di fondo è quella di operare in maniera sempre più trasversale, coordinando le varie politiche nell’ottica di continuare ad affiancare e sostenere le imprese a 360 gradi, perché possano liberare le migliori energie, investire nell’innovazione, sviluppare e potenziare la propria competitività.

INVESTIMENTO INFRASTRUTTURALE E RILANCIO
In questo senso, occorrerà valorizzare anche le leve indirette, coinvolgendo gli Enti Locali nel favorire, con  gli strumenti urbanistici, le localizzazioni produttive e puntare sull’infrastrutturazione del territorio come elemento di competitività.
Vanno in questa direzione le risorse per le grandi opere (Pedemontana, Metropolitana milanese, Alta velocità) oltre alle ricadute del cd. Piano casa che dovrebbero fornire linfa al settore delle costruzioni, fortemente penalizzato dalla crisi. Regione Lombardia nel 2010 ha approvato, inoltre, un bando che mette a disposizione dei piccoli Comuni lombardi 50 milioni di euro per la realizzazione di opere pubbliche.
Per una politica di rilancio è necessario anche prestare particolare attenzione ad alcuni settori, che sono produttivi nonostante la crisi, quali quello della green economy (in crescita nonostante alcune criticità) e quello del welfare, settore nel quale le imprese non delocalizzano e l’occupazione aumenta (si tratta sia di imprese che operano nel sociale, sia di imprese sociali vere e proprie, oltre al settore industriale per gli ausili e la ricerca di settore).

NUOVE POLITICHE COMUNITARIE 2014-2020
Nella IX legislatura sarà, inoltre, fondamentale incidere direttamente nella fase di formazione dei regolamenti comunitari attuativi dei singoli fondi, allo scopo di valorizzare politiche e strumenti il più possibile coerenti con le necessità del sistema imprenditoriale lombardo.
Tale scelta impone che nel 2011 si pianifichi un impegnativo lavoro soprattutto di carattere politico, sia a livello nazionale che comunitario, nei confronti non solo della Commissione ma anche del Parlamento Europeo. A questo proposito occorrerà anche un’azione efficace di lobbying all’interno del Parlamento Europeo per concentrare le risorse dei fondi su obiettivi sempre più trasversali in grado di rispondere pienamente alle necessità delle imprese italiane.

L’ADP COMPETITIVITÀ CON IL SISTEMA CAMERALE
Un ruolo centrale e assolutamente fondamentale per le nostre politiche per le imprese rimarrà l’AdP Competitività che in questi anni abbiamo maturato e condiviso con voi. L’accordo è ormai uno strumento consolidato e adeguato, e anche per questo credo che potrebbe anche aprirsi a partnership importanti, quali ad esempio le fondazioni bancarie.
Il contesto della manovra finanziaria impone un riorientamento dell’AdP Competitività, della Convenzione artigianato e di tutte le misure tradizionalmente spesate con le risorse del Fondo Unico per le Imprese.
Il nostro orientamento è quello di dare maggiore risalto alle politiche di supporto al credito, sarà focalizzata la collaborazione sulle misure di internazionalizzazione, innovazione, aggregazione per le MPMI e sui progetti di semplificazione, mantenendo l’attenzione alle piccole imprese secondo i principi dello Small Business Act.

PRIORITÀ AL SOSTEGNO DEL CREDITO
Prioritario, rispetto ad altre politiche, è il sostegno al credito. Il sistema dei Confidi è essenziale per l’accesso al credito delle MPMI, ed è, nell’attuale situazione di crisi finanziaria, una delle misure da valorizzare e sviluppare pienamente.

RETI D’IMPRESE E INTERNAZIONALIZZAZIONE
Altrettanto decisivo è favorire l’aggregazione delle imprese quale fattore  determinante per dare maggior forza nei processi di competitività e internazionalizzazione.
Le imprese stesse ci chiedono misure che distribuiscano risorse in tempi rapidi, piuttosto che sostegni più complessi ma a lungo termine; penso al gradimento dello strumento del “made in Lombardy”.
In questa nuova legislatura vogliamo valorizzare ancora di più la vocazione all’internazionalizzazione del sistema produttivo lombardo, soprattutto incentivando, da una parte, l’apertura di nuove rotte, verso i Paesi emergenti, per esportarvi know how tecnologico ed esperienza; dall’altro potenziando le relazioni con le economie sviluppate per incrementare partnership progettuali e di mercato.
Il nostro obiettivo è quello di continuare a promuovere l’eccellenza del “made in Lombardy” sui mercati internazionali, favorendo l’aggregazione tra imprese e supportando iniziative finalizzate a un maggiore consolidamento e radicamento nei mercati esteri delle iniziative imprenditoriali lombarde.
Allo stesso tempo, sarà importante riuscire ad attrarre competitors esteri anche tramite fiere internazionali sul territorio lombardo. Un ruolo centrale lo avrà certamente l’Expo 2015 per creare una vetrina mondiale per le PMI lombarde

LE LEVE DELLA RICERCA E DELL’INNOVAZIONE
La ricerca e l’innovazione costituiscono una leva importante di sostegno alla competitività del sistema economico e non possono prescindere dalla struttura del sistema produttivo regionale caratterizzato dalla piccola e media impresa.
A questo proposito, il forte aumento delle risorse per Ricerca e Innovazione è sicuramente un fattore distintivo dell’azione regionale.
Voglio ricordare anche  il Protocollo d’intesa firmato con il MIUR per l’avvio di iniziative congiunte da attuarsi in logica di cofinanziamento rappresenta l’opportunità di utilizzare un significativo pacchetto di risorse destinabili a progetti di ricerca ed innovazione.
Tra gli obiettivi, il sostegno ai distretti tecnologici già riconosciuti (ICT, biotecnologie, nuovi materiali e agroalimentare) e il riconoscimento di nuovi (aerospazio, automotive, edilizia sostenibile ed energia), il supporto a nuovi start-up e spin-off, l’erogazione di voucher multiservizi.
La possibilità di unire risorse di finanziamento diverse è particolarmente interessante soprattutto per attuare misure di supporto all’innovazione che, più di altre, richiedono una significativa intensità di aiuto per dare risultati sensibili.

LA BATTAGLIA PER LA SEMPLIFICAZIONE
Occorre poi continuare quel processo virtuoso di semplificazione che coinvolge sia il livello normativo che il versante amministrativo e burocratico: molto è già stato fatto (ad esempio con la semplificazione normativa che ha portato a 412 leggi vigenti, di cui 60 leggi portanti, 10 testi unici approvati, l’informatizzazione e la dematerializzazione, la semplificazione per l’avvio dell’attività di impresa con la Denuncia di inizio attività Produttiva- DIAP), ma sono convinto che oggi occorra investire ancora di più su questo fronte, che costituisce un fattore di competitività di non secondaria importanza perché consente di ridurre tempi e costi a carico dei cittadini e delle imprese.
Dalla collaborazione e dal confronto con il Sistema Camerale (rappresentato da Unioncamere Lombardia) e con i Comuni (rappresentati da ANCI Lombardia) si è avviato un percorso di lavoro, di cui la Giunta Regionale ha preso atto nella seduta del 17 u.s. e che formalizzeremo a breve con la sottoscrizione di un Protocollo di Intesa,  finalizzato all’attuazione in Lombardia  delle recenti normative in materia di semplificazione e per il riordino della disciplina sullo Sportello Unico Attività Produttive.
Credo che oggi più che mai in Lombardia esistano le condizioni ottimali  e le tecnologie per un rilancio dello Sportello Unico per le Attività Produttive in una chiave innovativa, moderna e utile per lo sviluppo della competitività del territorio e per la facilitazione dell’intero ciclo di vita delle imprese e non solo del loro avvio.
Noi possiamo supportare una rete di SUAP attraverso delle strumentazioni tecnologiche e dei modelli organizzativi che sono in grado di ripensare i procedimenti amministrativi e realizzare la massima efficienza nei processi.  Abbiamo sperimentato circa due settimane fa che in Lombardia è possibile il SUAP telematico e che il sistema voluto da RL per coinvolgere in un’unica procedura tutti  gli enti coinvolti nell’iter di autorizzazione per avviare o modificare un’attività produttiva funziona benissimo. La sperimentazione, che ha coinvolto anche la Camera di Commercio,  a  regime, permetterà al cittadino o al professionista di risolvere nell’arco di due ore ciò che fino ad ora richiede anche settimane di attesa, confermando, quindi, che i sistemi informativi di Regione Lombardia e delle Camere di Commercio possono far risparmiare tempo alle imprese e garantire efficienza alla P.A.
L’azione regionale intende proseguire sulla semplificazione normativa, amministrativa e sulla digitalizzazione e informatizzazione della Pubblica Amministrazione per migliorane l’efficienza.
Proprio in questi giorni stiamo delineando una Agenda della Semplificazione “Lombardia Semplice” che ha come obiettivo ambizioso mettere a sistema tutte le attività di semplificazione, offrire una metodologia e degli strumenti per una via lombarda alla semplificazione che tracci il percorso dell’intera legislatura e che ci permetterà, tra le altre cose, di mappare i processi tra P.A. e società civile, attività che richiede il contributo attivo del Sistema Camerale.
Insieme possiamo veramente fare un salto di qualità per rendere la semplificazione in Lombardia un fattore competitivo di successo per le imprese che insistono sul nostro  territorio contribuendo, nel contempo, ad aumentare il livello di fiducia della società civile verso una P.A. sempre più efficiente.

L’URGENZA DEL FEDERALISMO
Il sostegno delle istituzioni pubbliche è in questa fase decisivo, ma allo stesso tempo può e deve essere potenzialmente innovativo: in questo quadro è necessario attuare realmente il federalismo, la cornice obbligata in cui riconsiderare sostenibilità, obiettivi e strumenti delle politiche economiche e sociali italiane.
Avviare questo processo di modernizzazione del Paese rappresenta un’occasione decisiva per rinforzare i principi di responsabilità, efficienza, equità e solidarietà; è una necessità avvertita non solo dalle Regioni ma anche da quei livelli territoriali che insieme alle Regioni sono chiamati ad amministrare ed ascoltare le richieste dei cittadini.
In un momento come quello attuale è più che mai evidente la necessità di uno sforzo comune da realizzare in uno spirito di corresponsabilità.
Per non restare inermi di fronte al presente le Istituzioni sono chiamate a rispondere alle esigenze che emergono dalla società, attraverso quel metodo parternariale che in questi anni ha caratterizzato anche il rapporto con la vostra realtà e che ha portato a risultati di grandissimo rilievo.

CONCLUSIONI
Il mio auspicio e desiderio è di continuare a lavorare insieme per individuare le prospettive future, convinti che il sistema delle imprese possa partecipare quale potente propulsore in grado di sostenere e rendere sempre più competitivo il sistema economico lombardo.

Pavia 23/11/2010 | Economia

Manifestazione: Assise camerali di Lombardia

 
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