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SULLA CONCILIAZIONE OCCORRE UN APPROCCIO TRASVERSALE
Siamo qui oggi per l’insediamento del Comitato Strategico Conciliazione Donna Famiglia Lavoro, un nuovo organismo che avrà il compito di supportare l’azione di Regione Lombardia sul tema della conciliazione tra famiglia e lavoro.
Si tratta di un’iniziativa che ho fortemente voluto e che considero, oltre che molto innovativa, caratterizzante l’inizio della legislatura che si è appena aperta; sono perciò particolarmente lieto della presenza qui oggi, in occasione della sua nascita, del Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, che ringrazio sentitamente.
Oltre a lei, in apertura intendo ringraziare tutti i componenti del Comitato oggi qui presenti, che hanno accettato il nostro invito. Vi sono grato per l’impegno e la disponibilità che avete deciso di dedicare a questa iniziativa, e sono certo che ciascuno di voi potrà fornire ai nostri lavori un contributo utile e qualificato secondo le proprie competenze ed esperienze specifiche.
Proprio per assicurare una trasversalità e una partecipazione rappresentativa di tanti mondi e settori della nostra società, abbiamo chiamato come membri del Comitato esponenti del mondo delle imprese e delle loro associazioni, del mondo sindacale, dell’associazionismo familiare e sociale, del terzo settore, esperti e docenti universitari e anche rappresentanti delle istituzioni locali.
Già con la scelta dei suoi membri, dunque, abbiamo voluto dare un’indicazione metodologica forte indicando un approccio innovativo e integrato al tema della conciliazione tra famiglia e lavoro.

RUOLO E SCOPO DEL COMITATO
Cosa mi aspetto dunque da voi? E qual è la mission, il ruolo del Comitato?
Sono convinto che, specie in questi mesi di difficoltà e di crisi economica, le politiche di conciliazione tra famiglia e lavoro assumano un ruolo cruciale nel sistema di welfare e siano allo stesso tempo un decisivo fattore di crescita e di competitività per tutto il sistema economico ed imprenditoriale.
Certamente va ricordato che in Lombardia, rispetto al resto del Paese, il tasso di occupazione femminile raggiunge quasi il 60%, realizzando sostanzialmente gli obiettivi fissati dall’Unione Europea nell’Agenda di Lisbona, oggi rilanciata dalla strategia “Europa 2020”.
Ma nonostante questo buon risultato, non possiamo ancora essere pienamente soddisfatti: occorre un rinnovato impegno per rendere sempre più efficace e sistematica l’azione che già da anni stiamo sviluppando.
Il ruolo delle Regioni su questi temi è infatti certamente cresciuto negli ultimi anni, nel solco tracciato dagli importanti documenti nazionali come il Libro Bianco “La vita buona nella società attiva” e il documento, curato dei ministri Sacconi e Carfagna, “Italia 2020 programma di azioni per l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro”. In questo senso voglio sottolineare l’importanza dell’Intesa, sottoscritta il 29 aprile 2010, tra Governo, Regioni e autonomie locali sulla conciliazione dei tempi di vita e lavoro, che ha approvato un programma operativo per l’avvio a carattere sperimentale di iniziative e progetti sulla conciliazione.
In questo scenario nazionale in cui la centralità della conciliazione è stata così fortemente ribadita, anche la Regione Lombardia vuole fare la sua parte e investire in una tematica così strategica.
Per queste ragioni ho voluto istituire questo Comitato Strategico Conciliazione Donna Famiglia Lavoro, che avrà lo scopo di elaborare idee, progetti, contributi, iniziative sul tema della conciliazione tra famiglia e lavoro in una prospettiva sussidiaria e integrata, che consenta di rispondere in modo sempre più incisivo ai bisogni che cambiano.
Quali sono le linee di indirizzo che in generale ritengo prioritarie e che dovranno guidare le nostre azioni?

VERSO UN APPROCCIO TRASVERSALE
In primo luogo, come già accennavo, la trasversalità dell’approccio al tema della conciliazione, che ho voluto diventasse uno dei cardini strategici comuni a tutte le politiche previste nel Programma Regionale di Sviluppo, il documento di programmazione che fa da cornice alle attività di Regione Lombardia per tutta la legislatura.
Il tema della conciliazione, pur rimanendo nella competenza primaria dall’Assessore alla Famiglia, Conciliazione, integrazione e solidarietà sociale, è stato infatti messo in luce come prioritario nei Piani Operativi compresi in tutte e tre le grandi aree tematiche del PRS (economica, sociale e territoriale), e sarà un principio fondamentale per tutti gli atti normativi, di programmazione e di indirizzo relativi all’intera azione amministrativa regionale.
E per quanto concerne le risorse, voglio sottolineare che quelle destinate alle politiche per la famiglia e per le imprese disponibili nel bilancio regionale saranno riorientate in chiave conciliativa; non si può infatti pensare di sviluppare una vera politica di conciliazione con risorse specifiche e dedicate, ma occorre ripensare in una logica nuova tutte le politiche regionali.
Ulteriori risorse potranno poi essere reperite, anche in collaborazione con il Governo e la Commissione UE, per finanziare politiche ed interventi di carattere fortemente innovativo, come quelli che ci aspettiamo potranno emergere dal lavoro del Comitato.
E in ogni caso voglio ricordare che avremo a disposizione le risorse provenienti dal Ministero delle Pari Opportunità, per un ammontare di 6,7 milioni di euro.

VALORIZZARE IN MODO INNOVATIVO TUTTI I SOGGETTI
In linea con il metodo che da anni guida la nostra attività di governo, cioè la sussidiarietà e il partenariato, ritengo poi indispensabile coinvolgere e valorizzare in modo innovativo i contributi e gli apporti di tutti i soggetti coinvolti nell’intera filiera.
La conciliazione tra famiglia e lavoro è un tema in costante evoluzione e articolato in molte sfaccettature, ed è innanzitutto un fatto culturale che richiede un cambio di mentalità da parte di tutti: per questa ragione ho voluto qui le famiglie e i rappresentanti del mondo dell’impresa, del mondo del lavoro e del territorio.
Proprio per la complessità del tema, gli spunti da approfondire sono molti e verranno ripresi e analizzati in modo specifico; mi limito perciò, all’inizio di questo lavoro, a fare qualche riflessione di carattere generale che ritengo particolarmente importante.
La famiglia è il soggetto principale su cui continuare ad investire a 360 gradi (sanità, assistenza, istruzione e formazione). Oltre a sviluppare e migliorare l’efficienza dei servizi ad essa destinati, occorre consolidare le sperimentazioni avviate con lo strumento della L.r. 23/1999 insieme alle rappresentanze delle famiglia, e armonizzare in modo sistematico e in un’ottica di rete le iniziative che si sono rivelate più innovative e maggiormente efficaci nel rispondere ai bisogni.
Per quanto riguarda l’impresa, occorre lavorare nell’ottica di un complessivo miglioramento della gestione aziendale intervenendo in varie direzioni: l’organizzazione del lavoro (part-time, permessi e congedi, flessibilità dell’orario), l’informazione e la formazione del personale, i benefit aziendali (contributi, voucher) e attraverso l’offerta di servizi volti a supportare l’espletamento di incombenze legate alla vita familiare (asili, assistenza).
Sul fronte del lavoro, oltre che sviluppare interventi in grado di creare occupazione (specie per le donne), è necessario intervenire sul sistema di welfare incentivando la contrattazione decentrata, introducendo forme nuove di sostegno e tutela sul fronte retributivo e previdenziale, e investendo per favorire le politiche attive del lavoro e la formazione durante tutto l’arco della vita della persona.
Infine il territorio, ambito trasversale di governance, che certamente costituisce un fattore decisivo per una buona qualità della vita: in questo senso penso alle politiche per l’abitare (così decisive per i progetti familiari), alle politiche per la mobilità e i servizi di trasporto (servizi dedicati come i pullman scolastici), ed agli interventi sui tempi e gli orari delle città (L.r. 28/2004).

OCCORRE FARE RETE
In questa logica di partenariato e di collaborazione, voglio sottolineare infine la necessità di fare rete tra tutti i soggetti, pubblici e privati, coinvolti, sia dal punto di vista delle progettualità da realizzare che per quanto concerne le risorse.
Occorre una regia sempre più coordinata e unitaria che governi la realizzazione degli interventi e che possa monitorare e valutare i risultati delle azioni. Specie in un quadro di risorse incerte, solo in questo modo sarà possibile evitare una frammentazione degli interventi e consentire realmente di fare massa critica delle risorse e di coordinare le azioni, così da renderle più incisive ed efficaci.

LE NOSTRE POLITICHE PER LA CONCILIAZIONE

Questi sono solo alcuni spunti su cui lavorare insieme, che bene ci rappresentano l’importanza dei temi in gioco e la portata della sfida che dobbiamo affrontare.
In conclusione di questo mio intervento di apertura, voglio però ricordare come sul tema della conciliazione la Regione Lombardia in questi anni si sia già mossa con azioni importanti.
Numerose infatti sono le iniziative regionali che abbiamo realizzato, avendo come obiettivi generali la tutela della maternità (es. Fondo Nasko), l’aumento dell’offerta di servizi alla prima infanzia (con investimenti sugli asili nido e sugli asili aziendali), lo sviluppo dell’occupazione e dell’imprenditorialità femminile (Dote donna), la riqualificazione del capitale umano (sistema delle doti), la diffusione delle informazioni e dei servizi offerti dalle PA.
In particolare voglio poi ricordare il “Premio FamigliaLavoro”, che abbiamo promosso per valorizzare le imprese e le pubbliche amministrazioni che si sono particolarmente distinte per aver ideato e attuato progetti di conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa. Questa iniziativa costituisce un esempio importante e ci ha permesso di conoscere e far conoscere fatti concreti e progetti ben riusciti sulla conciliazione.
Sulla scia del successo avuto dalla manifestazione, stiamo per lanciare la nuova edizione, che invito poi il Prof. Molteni, direttore di ALTIS dell’Università Cattolica, a presentare nel corso del nostro dibattito.
Infine di recente abbiamo realizzato una prima stesura del “Libro verde” sulla conciliazione, uno strumento nuovo il cui scopo è quello di ampliare gli orizzonti di conoscenza sul tema e di promuovere un grande concorso di idee per costruire politiche innovative e diffondere buone pratiche nella nostra regione.
Da voi mi aspetto un contributo in termini di giudizi, di idee, di proposte per migliorare ed arricchire questo testo che abbiamo volutamente pensato come “aperto”, e che sarà messo a disposizione di tutti coloro che vorranno concorrere alla sua stesura attraverso una consultazione popolare.

CONCLUSIONI
Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti per le riflessioni e gli spunti che già oggi hanno voluto proporre e che saranno ripresi nel corso dei lavori del Comitato.
A conclusione di questa nostra seduta di insediamento, voglio darvi appuntamento all’inizio dell’anno prossimo, quando il Comitato sarà riconvocato per discutere e valutare i contributi che tutti i suoi componenti vorranno elaborare e far pervenire.

Milano, Palazzo Pirelli 05/11/2010 | Società

Manifestazione: Comitato per la conciliazione

 
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