AL FIANCO DELL'AGRICOLTURA LOMBARDA
I primi mesi del 2011 hanno confermato le positive tendenze dell’agricoltura lombarda emerse già nel corso del 2010 e permettono di affermare che siamo di fronte a dati incoraggianti rispetto alla profonda crisi che aveva caratterizzato il 2009. A livello nazionale il primo Trimestre 2011 ha registrato un buon incremento di assunzioni in agricoltura, con un aumento del 6% del numero di lavoratori dipendenti a fronte di una sostanziale stagnazione dell’intero sistema economico, dove gli occupati crescono solo dello 0,4%. Dobbiamo ripartire, dunque, da questi spiragli di luce per riportare l’agricoltura al centro del dibattito politico ed economico del nostro Paese. Non dimentichiamo che l’agricoltura è il pavimento su cui poggia l’intera industria agroalimentare italiana (che vale un 15% del Pil) e se questo pavimento è cedevole la piramide che ci costruiamo sopra rischia di franare.
AGRICOLTURA LOMBARDA LEVA ECONOMICA
Regione Lombardia, da sempre, sostiene il settore agricolo con uno sforzo che difficilmente trova eguali in Italia, a partire dalla consapevolezza che la Lombardia è la prima regione agricola italiana e tra le prime d’Europa.
Mi piace sempre ricordare in questi convegni che in Lombardia abbiamo: 54 mila aziende e 71 mila addetti che producono il 14% della ricchezza agricola nazionale più del 40% di latte, riso e prodotti suinicoli italiani vengono dalla Lombardia contiamo 238 prodotti agroalimentari tradizionali, 22 prodotti Dop e Igp, ben 42 vini a Denominazione di origine controllata.
Questi dati, insomma, ci dicono che l’agricoltura è una leva economica importantissima per la nostra regione. Svolge anche un ruolo primario in altri ambiti. Pensiamo ad esempio alla sicurezza alimentare, alla quale siamo sempre più sensibili. Oppure alla cura del paesaggio lombardo, che è quasi interamente nelle mani di chi opera nei settori dell’agricoltura e dell’allevamento.
Un impegno di Regione Lombardia al fianco dei nostri agricoltori e delle loro imprese che prosegue e sarà prioritario anche nei prossimi anni, attraverso il raggiungimento di obiettivi strategici per il futuro del mondo agricolo. Penso in particolare a 3 priorità assolute:
1)Valorizzare le vere produzioni agricole e agroalimentari italiane e lombarde;
2)Garantire reale competitività e redditività alle imprese agricole e zootecniche da cui dipendono poi la competitività e la redditività delle rispettive filiere produttive;
3)Valorizzare ed incentivare la multifunzionalità delle imprese.
LA DIFESA DEL MADE IN ITALY
In questi anni Regione Lombardia si è profondamente impegnata a difendere la qualità e l’eccellenza del comparto. In particolare, sono convinto che la difesa e la promozione del made in Italy sia decisivo per il rilancio dell’agricoltura. Posso documentare quotidianamente come il made in Italy sia conosciuto e amato nel mondo e le istituzioni sono chiamate a sostenere ogni sforzo che vada nella direzione della sua vera valorizzazione.
Occorre perciò realizzare una filiera agricola tutta italiana e firmata dagli agricoltori. E’ un progetto ambizioso che deve essere accompagnato e sostenuto da decisioni politiche conseguenti. La legge sull’origine è una di queste, così come la rilettura delle misure di sostegno contenute nei Piani di sviluppo rurale, affinché siano coerenti con questo obiettivo.
Dopo dieci anni di giuste battaglie è stata approvata dal Parlamento la legge sulla nuova etichetta d’origine per i cibi che portiamo in tavola. Si apre così una nuova fase per i consumatori e per i produttori italiani riguardo alla qualità e la sicurezza alimentare di cui non possiamo che essere pienamente soddisfatti. Per quanto ci riguarda la nostra intenzione è di contribuire ad attivare ogni misura, a livello nazionale ed europeo, che sia in grado di tutelare dalla contraffazione i nostri prodotti, nell’interesse economico dei nostri agricoltori e della sicurezza alimentare di tutti i consumatori.
Il nostro vero made in Italy deve diventare un obiettivo comune, aggregando tutti i soggetti della filiera, senza scorciatoie, perché abbiamo tra le mani un gioiello la cui valorizzazione farebbe il bene di tutti e del Paese.
Noi abbiamo bisogno di un’agricoltura così, perché la Lombardia, l’Italia, hanno bisogno di continuare ad essere attraenti. E senza una agricoltura diffusa sul territorio e senza un made in Italy agroalimentare vero, l’Italia sarebbe meno bella e meno importante di quella che è.
PER FAR CONOSCERE REGIONE LOMBARDIA
Per la promozione dei prodotti agroalimentari di qualità Regione Lombardia ha stanziato un milione e 423 mila euro. L’obiettivo è di far conoscere questi prodotti presso i consumatori, gli operatori del settore, in Italia e all'estero.
Promuovere l'immagine della nostra Regione e dei suoi prodotti tradizionali e di qualità presso il consumatore finale e gli operatori della distribuzione e della ristorazione; sostenere le aziende che operano nelle filiere agroalimentare e vitivinicola, affiancandoli nelle attività di internazionalizzazione e commercializzazione nei mercati emergenti: questi gli obiettivi del programma di promozione 2011. Tre gli assi di intervento.
Il primo riguarda gli strumenti e gli eventi di informazione e valorizzazione delle tipicità enogastronomiche, della filiera corta e della vendita diretta e comprende realtà storiche di respiro regionale (Penso tra le altre a manifestazioni come la Fiera di Codogno, la Mipam di Laveno, la Mostra del Bitto e la Rassegna gastronomica del Lodigiano).
Un secondo asse di intervento riguarda la promozione sul mercato nazionale ed estero (Anche qui ricordo tra le manifestazioni più importnati Euroflora, Tuttofood e la Mostra internazionale del bovino da latte di Cremona.
Il terzo asse è relativo all'agricoltura biologica, che da sempre ha una particolare attenzione da parte della Regione Lombardia.
AGRICOLTURA LOMBARDA LEVA ECONOMICA
Regione Lombardia, da sempre, sostiene il settore agricolo con uno sforzo che difficilmente trova eguali in Italia, a partire dalla consapevolezza che la Lombardia è la prima regione agricola italiana e tra le prime d’Europa.
Mi piace sempre ricordare in questi convegni che in Lombardia abbiamo: 54 mila aziende e 71 mila addetti che producono il 14% della ricchezza agricola nazionale più del 40% di latte, riso e prodotti suinicoli italiani vengono dalla Lombardia contiamo 238 prodotti agroalimentari tradizionali, 22 prodotti Dop e Igp, ben 42 vini a Denominazione di origine controllata.
Questi dati, insomma, ci dicono che l’agricoltura è una leva economica importantissima per la nostra regione. Svolge anche un ruolo primario in altri ambiti. Pensiamo ad esempio alla sicurezza alimentare, alla quale siamo sempre più sensibili. Oppure alla cura del paesaggio lombardo, che è quasi interamente nelle mani di chi opera nei settori dell’agricoltura e dell’allevamento.
Un impegno di Regione Lombardia al fianco dei nostri agricoltori e delle loro imprese che prosegue e sarà prioritario anche nei prossimi anni, attraverso il raggiungimento di obiettivi strategici per il futuro del mondo agricolo. Penso in particolare a 3 priorità assolute:
1)Valorizzare le vere produzioni agricole e agroalimentari italiane e lombarde;
2)Garantire reale competitività e redditività alle imprese agricole e zootecniche da cui dipendono poi la competitività e la redditività delle rispettive filiere produttive;
3)Valorizzare ed incentivare la multifunzionalità delle imprese.
LA DIFESA DEL MADE IN ITALY
In questi anni Regione Lombardia si è profondamente impegnata a difendere la qualità e l’eccellenza del comparto. In particolare, sono convinto che la difesa e la promozione del made in Italy sia decisivo per il rilancio dell’agricoltura. Posso documentare quotidianamente come il made in Italy sia conosciuto e amato nel mondo e le istituzioni sono chiamate a sostenere ogni sforzo che vada nella direzione della sua vera valorizzazione.
Occorre perciò realizzare una filiera agricola tutta italiana e firmata dagli agricoltori. E’ un progetto ambizioso che deve essere accompagnato e sostenuto da decisioni politiche conseguenti. La legge sull’origine è una di queste, così come la rilettura delle misure di sostegno contenute nei Piani di sviluppo rurale, affinché siano coerenti con questo obiettivo.
Dopo dieci anni di giuste battaglie è stata approvata dal Parlamento la legge sulla nuova etichetta d’origine per i cibi che portiamo in tavola. Si apre così una nuova fase per i consumatori e per i produttori italiani riguardo alla qualità e la sicurezza alimentare di cui non possiamo che essere pienamente soddisfatti. Per quanto ci riguarda la nostra intenzione è di contribuire ad attivare ogni misura, a livello nazionale ed europeo, che sia in grado di tutelare dalla contraffazione i nostri prodotti, nell’interesse economico dei nostri agricoltori e della sicurezza alimentare di tutti i consumatori.
Il nostro vero made in Italy deve diventare un obiettivo comune, aggregando tutti i soggetti della filiera, senza scorciatoie, perché abbiamo tra le mani un gioiello la cui valorizzazione farebbe il bene di tutti e del Paese.
Noi abbiamo bisogno di un’agricoltura così, perché la Lombardia, l’Italia, hanno bisogno di continuare ad essere attraenti. E senza una agricoltura diffusa sul territorio e senza un made in Italy agroalimentare vero, l’Italia sarebbe meno bella e meno importante di quella che è.
PER FAR CONOSCERE REGIONE LOMBARDIA
Per la promozione dei prodotti agroalimentari di qualità Regione Lombardia ha stanziato un milione e 423 mila euro. L’obiettivo è di far conoscere questi prodotti presso i consumatori, gli operatori del settore, in Italia e all'estero.
Promuovere l'immagine della nostra Regione e dei suoi prodotti tradizionali e di qualità presso il consumatore finale e gli operatori della distribuzione e della ristorazione; sostenere le aziende che operano nelle filiere agroalimentare e vitivinicola, affiancandoli nelle attività di internazionalizzazione e commercializzazione nei mercati emergenti: questi gli obiettivi del programma di promozione 2011. Tre gli assi di intervento.
Il primo riguarda gli strumenti e gli eventi di informazione e valorizzazione delle tipicità enogastronomiche, della filiera corta e della vendita diretta e comprende realtà storiche di respiro regionale (Penso tra le altre a manifestazioni come la Fiera di Codogno, la Mipam di Laveno, la Mostra del Bitto e la Rassegna gastronomica del Lodigiano).
Un secondo asse di intervento riguarda la promozione sul mercato nazionale ed estero (Anche qui ricordo tra le manifestazioni più importnati Euroflora, Tuttofood e la Mostra internazionale del bovino da latte di Cremona.
Il terzo asse è relativo all'agricoltura biologica, che da sempre ha una particolare attenzione da parte della Regione Lombardia.
Siamo inoltre impegnati ad alimentare il nostro primato agricolo attraverso il potenziamento della ricerca. Abbiamo appena inaugurato il Centro Vitivinicolo di Riccagioia, un vero e proprio Polo di eccellenza al servizio della filiera vitivinicola di tutto il territorio regionale e stiamo per aprire il Polo regionale di Carpaneta a Mantova per la filiera zootecnica energetica ambientale.
COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE AGRICOLE
Per quanto riguarda la seconda priorità delle nostre politiche agricole stiamo mettendo in campo diverse azioni per sostenere la competitività delle nostre imprese agricole, aiutandole a crescere e a rafforzarsi sul mercato, salvaguardando territorio.
Tra queste azioni ricordo soprattutto la boccata d'ossigeno ai redditi di oltre 30000 imprenditori, con il rinnovo per il secondo anno dell'erogazione a luglio dell'anticipo del 50 per cento dei contributi relativi al regime di pagamento 2011, pari a 200 milioni di euro.
Su questa partita sappiate che la nostra attenzione è vigile e pronta e il nostro impegno è massimo per fare in modo che la nuova Politica Agricola Comunitaria non penalizzi – bensì promuova – il tipo di agricoltura intensiva e avanzata che pratichiamo noi.
I dati usciti in previsione dell'applicazione della Pac per il periodo 2014-2020 non fanno altro che ribadire le nostre preoccupazioni: i contributi diretti agli agricoltori italiani sarebbero destinati a diminuire progressivamente fino ad arrivare, nel 2019, a essere del 6 per cento inferiori rispetto a quelli del 2013.
Si tratta di un’ipotesi che respingiamo con decisione e che deve servire per confermare la nostra attività, come Lombardia, ma anche per le altre regioni, in sinergia con il Ministero.
Il nostro obiettivo è quello di adattare il più possibile alle peculiarità della nostra agricoltura quelle che saranno le decisioni definitive sull'applicazione della Pac sia ai budget che alle misure del Piano di Sviluppo rurale. Un’agricoltura, quella lombarda e italiana, che ha caratteristiche molto differenti da quella dei Paesi del Nord e, soprattutto, delle 12 nuove nazioni che entrano, insieme alle 15 già presenti, nella Pac. Su questo ci siamo già mossi: stiamo infatti aggiornando il documento che abbiamo condiviso come Giunta regionale a marzo scorso e che abbiamo condiviso pure con gli altri assessori delle Regioni sul tavolo nazionale di confronto.
Ricordo poi la rimodulazione del Programma di Sviluppo Rurale, che ha potenziato le misure per sostenere la competitività aziendale e l'insediamento di giovani agricoltori;
Sempre a sostegno della competitività delle nostre aziende abbiamo rifinanziato con 4 milioni di euro il Fondo regionale per il credito di funzionamento, costituito presso Finlombarda Spa a maggio dell'anno scorso, attraverso il quale la Regione concede alle imprese agricole un contributo in abbattimento dei tassi di interesse sui finanziamenti erogati dagli istituti di credito. Le risorse inizialmente assegnate sono andate presto esaurite, a conferma di quanto gli strumenti di accesso al credito e i sistemi di garanzia messi a punto dalla Regione siano corrispondenti alle reali necessità del mondo agricolo.
Siamo anche impegnati a favorire lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile. I giovani sono una risorsa preziosa per tutti i settori produttivi. In particolare in agricoltura, dove maggiori sono le difficoltà legate al ricambio generazionale. Per questo abbiamo finanziato tutte le domande della Misura 112 del PSR (Programma di sviluppo rurale) dedicata alle nuove leve del settore primario, 991 progetti ammissibili per un totale di oltre 23 milioni di euro, numeri che sono destinati a crescere, perché stiamo già predisponendo un nuovo bando.
INCENTIVARE LA MULTIFUNZIONALITÀ DELLE IMPRESE
Altrettanto decisivo per continuare ad alimentare il nostro primato agricolo è il potenziamento del ruolo multifunzionale dell'agricoltura, grazie alla quale sempre più aziende riescono a differenziare le proprie attività, cogliendo nuove occasioni di reddito e sperimentando una modalità di esercizio in grado di far comprendere meglio all'opinione pubblica come il settore agricolo costituisca un elemento essenziale anche per la difesa del suolo e la tutela dell’ambiente.
Da questo punto di vista il Governo regionale si impegna affinché nella realizzazione delle infrastrutture necessarie alla nostra competitività sia messa in primo piano la sostenibilità ambientale: oggi le tecnologie avanzate e l’azione degli operatori agricoli ci consentono di trovare un punto alto di conciliazione tra le opere per la mobilità e la tutela del verde.
È un problema molto importante, che ha diverse sfaccettature e interferisce nel bene o nel male con attività economiche fondamentali. Regione Lombardia ha realizzato una ricerca, condotta da Ersaf e pubblicata nel volume L'uso del suolo in Lombardia negli ultimi 50 anni, che ci consente di avere un quadro storico dell'uso del suolo, una sua più approfondita conoscenza e strumenti e dati certi per la programmazione futura a tutela di questa importante risorsa che è di tutti i cittadini.
Per quanto riguarda la seconda priorità delle nostre politiche agricole stiamo mettendo in campo diverse azioni per sostenere la competitività delle nostre imprese agricole, aiutandole a crescere e a rafforzarsi sul mercato, salvaguardando territorio.
Tra queste azioni ricordo soprattutto la boccata d'ossigeno ai redditi di oltre 30000 imprenditori, con il rinnovo per il secondo anno dell'erogazione a luglio dell'anticipo del 50 per cento dei contributi relativi al regime di pagamento 2011, pari a 200 milioni di euro.
Su questa partita sappiate che la nostra attenzione è vigile e pronta e il nostro impegno è massimo per fare in modo che la nuova Politica Agricola Comunitaria non penalizzi – bensì promuova – il tipo di agricoltura intensiva e avanzata che pratichiamo noi.
I dati usciti in previsione dell'applicazione della Pac per il periodo 2014-2020 non fanno altro che ribadire le nostre preoccupazioni: i contributi diretti agli agricoltori italiani sarebbero destinati a diminuire progressivamente fino ad arrivare, nel 2019, a essere del 6 per cento inferiori rispetto a quelli del 2013.
Si tratta di un’ipotesi che respingiamo con decisione e che deve servire per confermare la nostra attività, come Lombardia, ma anche per le altre regioni, in sinergia con il Ministero.
Il nostro obiettivo è quello di adattare il più possibile alle peculiarità della nostra agricoltura quelle che saranno le decisioni definitive sull'applicazione della Pac sia ai budget che alle misure del Piano di Sviluppo rurale. Un’agricoltura, quella lombarda e italiana, che ha caratteristiche molto differenti da quella dei Paesi del Nord e, soprattutto, delle 12 nuove nazioni che entrano, insieme alle 15 già presenti, nella Pac. Su questo ci siamo già mossi: stiamo infatti aggiornando il documento che abbiamo condiviso come Giunta regionale a marzo scorso e che abbiamo condiviso pure con gli altri assessori delle Regioni sul tavolo nazionale di confronto.
Ricordo poi la rimodulazione del Programma di Sviluppo Rurale, che ha potenziato le misure per sostenere la competitività aziendale e l'insediamento di giovani agricoltori;
Sempre a sostegno della competitività delle nostre aziende abbiamo rifinanziato con 4 milioni di euro il Fondo regionale per il credito di funzionamento, costituito presso Finlombarda Spa a maggio dell'anno scorso, attraverso il quale la Regione concede alle imprese agricole un contributo in abbattimento dei tassi di interesse sui finanziamenti erogati dagli istituti di credito. Le risorse inizialmente assegnate sono andate presto esaurite, a conferma di quanto gli strumenti di accesso al credito e i sistemi di garanzia messi a punto dalla Regione siano corrispondenti alle reali necessità del mondo agricolo.
Siamo anche impegnati a favorire lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile. I giovani sono una risorsa preziosa per tutti i settori produttivi. In particolare in agricoltura, dove maggiori sono le difficoltà legate al ricambio generazionale. Per questo abbiamo finanziato tutte le domande della Misura 112 del PSR (Programma di sviluppo rurale) dedicata alle nuove leve del settore primario, 991 progetti ammissibili per un totale di oltre 23 milioni di euro, numeri che sono destinati a crescere, perché stiamo già predisponendo un nuovo bando.
INCENTIVARE LA MULTIFUNZIONALITÀ DELLE IMPRESE
Altrettanto decisivo per continuare ad alimentare il nostro primato agricolo è il potenziamento del ruolo multifunzionale dell'agricoltura, grazie alla quale sempre più aziende riescono a differenziare le proprie attività, cogliendo nuove occasioni di reddito e sperimentando una modalità di esercizio in grado di far comprendere meglio all'opinione pubblica come il settore agricolo costituisca un elemento essenziale anche per la difesa del suolo e la tutela dell’ambiente.
Da questo punto di vista il Governo regionale si impegna affinché nella realizzazione delle infrastrutture necessarie alla nostra competitività sia messa in primo piano la sostenibilità ambientale: oggi le tecnologie avanzate e l’azione degli operatori agricoli ci consentono di trovare un punto alto di conciliazione tra le opere per la mobilità e la tutela del verde.
È un problema molto importante, che ha diverse sfaccettature e interferisce nel bene o nel male con attività economiche fondamentali. Regione Lombardia ha realizzato una ricerca, condotta da Ersaf e pubblicata nel volume L'uso del suolo in Lombardia negli ultimi 50 anni, che ci consente di avere un quadro storico dell'uso del suolo, una sua più approfondita conoscenza e strumenti e dati certi per la programmazione futura a tutela di questa importante risorsa che è di tutti i cittadini.
LA GRANDE OPPORTUNITÀ DELL’EXPO
Il futuro di alimentazione, ambiente ed energia, sono strettamente correlati e dipendenti dal mondo agricolo. E non a caso “Expo 2015” sollecita una riflessione specifica sulle politiche agricole a livello globale.
Proprio per questo stiamo lavorando moltissimo in preparazione di questo evento, con l’obiettivo di proporre non solo mirate iniziative progettuali, ma un modello di agricoltura da esportare a livello globale. Un modello basato sulla relazione tra luoghi di produzione, modalità e tecniche di produzione, comportamenti umani e prodotti di qualità.
Questo è ciò che Milano e la Lombardia vogliono offrire a tutti i popoli. Invitiamo il mondo a emozionarsi di fronte ai nostri piatti tipici, ai nostri ricordi e alle tracce della nostra storia millenaria.
L’Expo 2015 vuole contribuire a diffondere e sviluppare proprio questo, in vista delle sfide globali che ci attendono. L’Expo sarà un grande occasione per incrementare le nostre conoscenze in tema di agricoltura, conoscenze che ci permetteranno di innovare ancora di più questo settore fondamentale per la vita e il benessere degli uomini, con l’obiettivo di raggiungere innanzitutto due certezze: la garanzia della presenza di alimenti per tutti, e la garanzia della qualità del cibo. Questi due obiettivi rappresentano le condizioni irrinunciabili per costruire nel tempo delle soluzioni concrete e sostenibili per la salute ed il benessere globale.
Anche per questo abbiamo la responsabilità di aiutare chi vive in Paesi più poveri o in difficoltà ed insegnare loro ad utilizzare nel modo più opportuno i migliori sistemi di irrigazione, di trasporti, di organizzazione dei mercati, di formazione e diffusione di tecniche agricole appropriate, capaci cioè di utilizzare al meglio le risorse umane, naturali e socio-economiche maggiormente accessibili a livello locale.
Il futuro di alimentazione, ambiente ed energia, sono strettamente correlati e dipendenti dal mondo agricolo. E non a caso “Expo 2015” sollecita una riflessione specifica sulle politiche agricole a livello globale.
Proprio per questo stiamo lavorando moltissimo in preparazione di questo evento, con l’obiettivo di proporre non solo mirate iniziative progettuali, ma un modello di agricoltura da esportare a livello globale. Un modello basato sulla relazione tra luoghi di produzione, modalità e tecniche di produzione, comportamenti umani e prodotti di qualità.
Questo è ciò che Milano e la Lombardia vogliono offrire a tutti i popoli. Invitiamo il mondo a emozionarsi di fronte ai nostri piatti tipici, ai nostri ricordi e alle tracce della nostra storia millenaria.
L’Expo 2015 vuole contribuire a diffondere e sviluppare proprio questo, in vista delle sfide globali che ci attendono. L’Expo sarà un grande occasione per incrementare le nostre conoscenze in tema di agricoltura, conoscenze che ci permetteranno di innovare ancora di più questo settore fondamentale per la vita e il benessere degli uomini, con l’obiettivo di raggiungere innanzitutto due certezze: la garanzia della presenza di alimenti per tutti, e la garanzia della qualità del cibo. Questi due obiettivi rappresentano le condizioni irrinunciabili per costruire nel tempo delle soluzioni concrete e sostenibili per la salute ed il benessere globale.
Anche per questo abbiamo la responsabilità di aiutare chi vive in Paesi più poveri o in difficoltà ed insegnare loro ad utilizzare nel modo più opportuno i migliori sistemi di irrigazione, di trasporti, di organizzazione dei mercati, di formazione e diffusione di tecniche agricole appropriate, capaci cioè di utilizzare al meglio le risorse umane, naturali e socio-economiche maggiormente accessibili a livello locale.
CONCLUSIONI
Con il nostro metodo improntato alla sussidiarietà e al partenariato continueremo ad accompagnare – come abbiamo fatto in questi anni - il mondo produttivo agricolo e agro-alimentare verso un sistema con una sempre maggior capacità di programmare la produzione per qualità e quantità.
Si tratta di una partita importante, che richiede un grande gioco di squadra e obiettivi condivisi. E in tal senso, sono certo che anche voi continuerete ad offrire il vostro contributo, la vostra collaborazione, professionalità e passione per raggiungere nuovi traguardi e vincere insieme queste sfide.
Manifestazione: XI Forum agricoltura


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