COSTRUIAMO IL FRONTE DEI RIFORMATORI
Vorrei anzitutto esprimere l’apprezzamento e la vicinanza per il grande lavoro e la riflessione su un tema straordinariamente importante e attuale come quello delle riforme del nostro Paese. Voi portate avanti una riflessione e un lavoro che si rifà al grande insegnamento di una figura straordinariamente importante per la storia d’Italia. Se Bettino fosse stato ascoltato 30 anni fa, se le grandi riforme di cui parlava e per le quali si batteva e cercava alleanze dentro la società politica fossero state ascoltate e realizzate, certamente la storia del nostro Paese sarebbe cambiata in meglio.
PRIORITARIO MODERNIZZARE L’ITALIA
C’era bisogno di un cambiamento profondo e radicale dell’Italia: una modernizzazione che non fosse un’operazione fondata sul nulla, ma partisse dalle culture più radicate all’interno del nostro popolo: non una riforma fatta da intellettuali, ma una riforma fatta dalle vere componenti culturali e sociali del nostro popolo. Ce n’era bisogno allora, a maggior ragione ce n’è bisogno adesso. Sentiamo e capiamo quanto questo lavoro è fondamentale per il nostro Paese.
CONSERVATORISMI CONTRO IL CAMBIAMENTO
La vostra analisi è molto realista analogamente alla mia. Sappiamo che ci sono fortissime resistenze, ancora oggi, come quelle che si sono manifestate nel corso di questi trent’anni, a chi si propone di riformare e modernizzare il Paese non in favore di questa o di quella élite, ma per dare più dignità, consapevolezza e più forza ai cittadini. Ci sono conservatorismi, lobby di tipo economico, politico, ideologico ed egoismi che si oppongono. Abbiamo di fronte a noi una realtà molto ampia di oppositori.
SERVE UN’ALLEANZA TRA MODERATI
Dobbiamo sapere con grande realismo che occorre costruire un fronte dei riformatori a sua volta ampio che metta insieme tutti coloro che nel nostro Paese sono disponibili a combattere la battaglia per il cambiamento e la trasformazione. Dobbiamo costruire una grande alleanza tra moderati e riformisti, laici e cattolici, liberali e sociali, le grandi tradizioni popolari che hanno fatto l’Italia dal dopoguerra a oggi e che, ancora oggi, possono modernizzare e salvare il nostro Paese.
MILANO CULLA DEL DIALOGO
Trovo emblematico che il convegno dei Riformisti italiani si tenga a Milano, perché questa città è stata la culla di un dialogo che si è costruito tra Bettino Craxi e i suoi amici, la corrente moderna di socialismo riformista e la componente cattolica aperta al dialogo e al confronto, che non cedeva alle lusinghe del compromesso storico ma cercava nei socialisti e nei riformisti l’altro elemento di dialogo, di collaborazione e di costruzione di una società diversa. Abbiamo lavorato insieme in quegli anni: vogliamo e dobbiamo continuare anche in questi anni, come stiamo facendo nelle nostre istituzioni e in tante realtà di dibattito sociale.
SONO AL 100 PER CENTO DEL PDL
La realtà del partito, nel quale milito convintamente e decisamente, ha da essere attenta al lavoro e alla riflessione che voi fate. Sì, io ho aderito e convintamente lavoro all’interno del Popolo della libertà perché so che quello deve essere il luogo attento ai fermenti riformatori, rinnovatori e modernizzatori come quelli che voi esprimete. Il Popolo della libertà non può che essere straordinariamente attento al vostro contributo.
DAL GOVERNO MONTI SUBITO RIFORME
Permettetemi, infine, un breve passaggio sulla situazione politica attuale. Abbiamo bisogno di una grande riforma: voi indicate una strada possibile. Abbiamo anche bisogno che qualche riforma sia fatta subito. Il Governo, che è stato recentemente insediato, che gode di una larga base parlamentare e che è entrato nel pieno dei suoi poteri da qualche tempo, si affretti. Presidente Monti, credo che sia arrivato il momento di affrettarsi e di porre in atto quelle riforme economiche per la crescita di cui il nostro Paese ha bisogno e per la quale il Parlamento ti ha offerto una larga fiducia. Non è più possibile aspettare: la situazione dei mercati e l’attacco durissimo che ancora ieri è stato portato – e che ha dimostrato tra l’altro che non era tutta colpa del Governo precedente se le cose andavano storte – richiede che siano messi in campo rapidamente quei provvedimenti che sono necessari.
LA BCE DIFENDA L’EURO
Dovremo, inoltre, allargare la riflessione sul tema di una riforma delle istituzioni europee. Lo vediamo in questi giorni come hanno ritardi, incapacità e manchevolezze nel fronteggiare la situazione. Abbiamo costruito una moneta unica: era un’intuizione positiva ma non l’abbiamo tutelata costruendo una vera politica economica unitaria, una vera politica monetaria e una banca centrale che fosse capace di difendere l’euro di fronte a tutti gli attacchi. E allora vediamo che la speculazione avanza.
LA GERMANIA NON SIA EGOISTA
Bisogna che anche a livello europeo le istituzioni si decidano: occorre che i Paesi amici e alleati capiscano che non è l’egoismo di un solo Paese che può difendere se stesso. È un invito chiaro anche agli amici tedeschi e alla signora Merkel, perché capiscano che se abbiamo costruito insieme l’Europa, insieme dobbiamo difenderla. La Germania ha il suo compito, ma ci attendiamo che anche gli amici tedeschi facciano fino in fondo la loro parte.
PRIORITARIO MODERNIZZARE L’ITALIA
C’era bisogno di un cambiamento profondo e radicale dell’Italia: una modernizzazione che non fosse un’operazione fondata sul nulla, ma partisse dalle culture più radicate all’interno del nostro popolo: non una riforma fatta da intellettuali, ma una riforma fatta dalle vere componenti culturali e sociali del nostro popolo. Ce n’era bisogno allora, a maggior ragione ce n’è bisogno adesso. Sentiamo e capiamo quanto questo lavoro è fondamentale per il nostro Paese.
CONSERVATORISMI CONTRO IL CAMBIAMENTO
La vostra analisi è molto realista analogamente alla mia. Sappiamo che ci sono fortissime resistenze, ancora oggi, come quelle che si sono manifestate nel corso di questi trent’anni, a chi si propone di riformare e modernizzare il Paese non in favore di questa o di quella élite, ma per dare più dignità, consapevolezza e più forza ai cittadini. Ci sono conservatorismi, lobby di tipo economico, politico, ideologico ed egoismi che si oppongono. Abbiamo di fronte a noi una realtà molto ampia di oppositori.
SERVE UN’ALLEANZA TRA MODERATI
Dobbiamo sapere con grande realismo che occorre costruire un fronte dei riformatori a sua volta ampio che metta insieme tutti coloro che nel nostro Paese sono disponibili a combattere la battaglia per il cambiamento e la trasformazione. Dobbiamo costruire una grande alleanza tra moderati e riformisti, laici e cattolici, liberali e sociali, le grandi tradizioni popolari che hanno fatto l’Italia dal dopoguerra a oggi e che, ancora oggi, possono modernizzare e salvare il nostro Paese.
MILANO CULLA DEL DIALOGO
Trovo emblematico che il convegno dei Riformisti italiani si tenga a Milano, perché questa città è stata la culla di un dialogo che si è costruito tra Bettino Craxi e i suoi amici, la corrente moderna di socialismo riformista e la componente cattolica aperta al dialogo e al confronto, che non cedeva alle lusinghe del compromesso storico ma cercava nei socialisti e nei riformisti l’altro elemento di dialogo, di collaborazione e di costruzione di una società diversa. Abbiamo lavorato insieme in quegli anni: vogliamo e dobbiamo continuare anche in questi anni, come stiamo facendo nelle nostre istituzioni e in tante realtà di dibattito sociale.
SONO AL 100 PER CENTO DEL PDL
La realtà del partito, nel quale milito convintamente e decisamente, ha da essere attenta al lavoro e alla riflessione che voi fate. Sì, io ho aderito e convintamente lavoro all’interno del Popolo della libertà perché so che quello deve essere il luogo attento ai fermenti riformatori, rinnovatori e modernizzatori come quelli che voi esprimete. Il Popolo della libertà non può che essere straordinariamente attento al vostro contributo.
DAL GOVERNO MONTI SUBITO RIFORME
Permettetemi, infine, un breve passaggio sulla situazione politica attuale. Abbiamo bisogno di una grande riforma: voi indicate una strada possibile. Abbiamo anche bisogno che qualche riforma sia fatta subito. Il Governo, che è stato recentemente insediato, che gode di una larga base parlamentare e che è entrato nel pieno dei suoi poteri da qualche tempo, si affretti. Presidente Monti, credo che sia arrivato il momento di affrettarsi e di porre in atto quelle riforme economiche per la crescita di cui il nostro Paese ha bisogno e per la quale il Parlamento ti ha offerto una larga fiducia. Non è più possibile aspettare: la situazione dei mercati e l’attacco durissimo che ancora ieri è stato portato – e che ha dimostrato tra l’altro che non era tutta colpa del Governo precedente se le cose andavano storte – richiede che siano messi in campo rapidamente quei provvedimenti che sono necessari.
LA BCE DIFENDA L’EURO
Dovremo, inoltre, allargare la riflessione sul tema di una riforma delle istituzioni europee. Lo vediamo in questi giorni come hanno ritardi, incapacità e manchevolezze nel fronteggiare la situazione. Abbiamo costruito una moneta unica: era un’intuizione positiva ma non l’abbiamo tutelata costruendo una vera politica economica unitaria, una vera politica monetaria e una banca centrale che fosse capace di difendere l’euro di fronte a tutti gli attacchi. E allora vediamo che la speculazione avanza.
LA GERMANIA NON SIA EGOISTA
Bisogna che anche a livello europeo le istituzioni si decidano: occorre che i Paesi amici e alleati capiscano che non è l’egoismo di un solo Paese che può difendere se stesso. È un invito chiaro anche agli amici tedeschi e alla signora Merkel, perché capiscano che se abbiamo costruito insieme l’Europa, insieme dobbiamo difenderla. La Germania ha il suo compito, ma ci attendiamo che anche gli amici tedeschi facciano fino in fondo la loro parte.
Manifestazione: Riformisti italiani


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