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COMUNICAZIONE PUBBLICA, SE È BUONA IL PAESE CRESCE
Partecipo volentieri a questo incontro che apre ufficialmente la XVI edizione di Com-Pa, il salone europeo della Comunicazione pubblica dei servizi al cittadino e alle imprese. Saluto tutti i partecipanti a questa tavola rotonda: i sindaci Moratti e Zucchetti, il presidente Podestà, il presidente Meomartini, il presidente Perini, l’amministratore delegato di Expo 2015 Stanca, il presidente Flamment, il prorettore dell’università degli studi dell’Aquila, Graziosi e il direttore generale dell’ufficio scolastico regionale per la Lombardia, Colosso. Saluto anche il ministro Brunetta che ha aperto il salone assieme al rettore della Iulm, Pugliesi.
Per il secondo anno consecutivo il capoluogo lombardo ospita Com-Pa: si consolida, dunque, il rapporto tra questo salone e la Lombardia, leader nel settore della comunicazione. Anche Regione Lombardia ha voluto essere al fianco di Com-Pa, patrocinando la manifestazione.  Il tema scelto per questo convegno inaugurale di Com-Pa,  “Il contributo della pubblica amministrazione alla crescita del Paese” bene si adatta al ruolo della comunicazione pubblica a cui è dedicato questo salone. La comunicazione pubblica è infatti la cinghia di trasmissione dell’operato della politica e delle istituzioni: in una moderna democrazia il far sapere non può essere disgiunto dal fare. Per questa ragione, dunque, confrontarsi sulla comunicazione pubblica significa mettere al centro della nostra attenzione le strategie poste in essere per far crescere il nostro sistema.
Sotto questo aspetto la legge quadro 150, sull’attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni – che proprio quest’anno è entrata nel decimo anno di attività – ha avuto il merito di imprimere una forte accelerazione alla stagione delle riforme dell’amministrazione avviata nel 1990 con la legge sulla trasparenza e l’accesso, giunta a una svolta nel 1997 con le due normative sulla semplificazione amministrativa, e approdata lo scorso marzo – grazie al ministro Brunetta – alla legge 15 sull’efficienza e sulla trasparenza delle pubbliche amministrazioni.
In questo contesto anche Regione Lombardia ha voluto fare la sua parte, dando vita nel 2003 a una normativa che ha istituito il CoReCom, un organismo di garanzia nel sistema comunicativo lombardo, con l’obiettivo di assicurare il pluralismo. Questi interventi hanno contribuito ad accelerare il passaggio da un sistema amministrativo, basato sul principio della separatezza tra istituzioni e cittadini, a un’amministrazione che rende effettiva la partecipazione dei cittadini alla vita delle stesse istituzioni.

COMUNICARE È CONDIVIDERE LE SCELTE DA COMPIERE
Nel suo discorso di apertura del Com-Pa, il ministro Brunetta ha esaustivamente illustrato come il decreto anti-fannulloni e la legge 15 del 2009 rappresentino passi in avanti nel recupero dell’efficienza e, dunque, della competitività del nostro sistema. Ciò che dal mio punto di vista di presidente della Regione Lombardia mi preme sottolineare è come la comunicazione pubblica si possa inserire in questo percorso virtuoso di rilancio del territorio e di tutto il paese. La questione è molto semplice ed è contenuta nell’etimologia stessa della parola comunicazione: comunicare significa mettere in comune i progetti e le strategie. Comunicare, dunque, non vuol dire solo trasmettere le scelte compiute, ma anzitutto interagire insieme ad altri soggetti sulle scelte da compiere. L’obiettivo primario della comunicazione pubblica è quello di costruire un patto di fiducia, una vera e propria alleanza stabile capace di allargare all’infinito il ventaglio delle modalità di partecipazione dei cittadini alla soluzione dei problemi di interesse generale e particolare. La società della comunicazione non è, sotto questo aspetto, la società dell’apparenza, ma è la società della condivisione delle idee, delle conoscenze, delle competenze e delle risorse. A partire da questo le istituzioni pubbliche e private possono guardare con fiducia al domani, nella consapevolezza che l’unione delle forze non dà luogo alla semplice addizione di energie, ma alla loro moltiplicazione.

LOMBARDIA, COSTRUIAMOLA INSIEME
Regione Lombardia ha fatto della comunicazione – intesa come luogo della costruzione di nuove forme di partecipazione – l’asse portante della sua strategia. Lo testimonia la scelta di pubblicare, quest’anno su tutte le campagne di comunicazione, questo slogan: “Lombardia, costruiamola insieme”. Non si può pensare, infatti, di reagire alle difficoltà finanziarie ed economiche in atto chiudendosi a riccio: dalla battaglia per la ripresa, la crisi riuscirà sconfitta alla sola condizione che, la coalizione formata dalle istituzioni e dai cittadini, risulti compatta. Grandi problemi richiedono soluzioni condivise, specie oggi in cui la società moderna ha raggiunto un tale livello di complessità che non può essere governata secondo il vecchio schema bipolare, con da un lato i soggetti pubblici legittimati a operare nell’interesse generale, e dall’altro i cittadini in posizione passiva di destinatari dell’intervento della pubblica amministrazione. Abbiamo tradotto questo nuovo slogan nella realtà dei fatti, coinvolgendo sistematicamente i cittadini e le imprese che hanno voglia di fare e costruire, e realizzando un’amministrazione condivisa in cui la pubblica amministrazione è partner fra altri partners. Partendo dalla crisi finanziaria economica attuale, Regione Lombardia si è assunta il ruolo di catalizzatore delle energie presenti nella nostra comunità. Abbiamo convocato gli Stati generali proprio per mettere a fuoco misure a sostegno delle imprese, delle famiglie e dei lavoratori. Per quanto riguarda l’ambiente abbiamo chiesto alla società civile un impegno forte e condiviso lanciando, lo scorso 19 ottobre, il Piano per una Lombardia sostenibile.
Anche nel caso dello sviluppo infrastrutture ci siamo rivolti alla società civile per instaurare un rapporto di fiducia e di collaborazione. Quando si progettano nuove strade, i cittadini e le loro rappresentanze non devono essere visti come un problema da risolvere, ma come interlocutori che hanno capacità ed energie che possono risultare determinanti nella soluzione ai problemi.
Un altro esempio di scambio di idee e proposte è quello messo in atto in vista dell’Esposizione Universale del 2015. La scorsa estate, ad esempio, abbiamo dato vita agli Stati generali per raccogliere le idee e gli spunti dei cittadini e delle rappresentanze.

INFORMARE I CITTADINI FA RISPARMIARE LORO TEMPO
Ho parlato di come la comunicazione pubblica possa rappresentare uno strumento per uscire dalla crisi, condividendo le scelte da adottare. È evidente che l’altro corno della comunicazione pubblica è la trasmissione delle scelte adottate. La comunicazione è un dovere e un diritto dei cittadini: le istituzioni, infatti, possono promuovere grandi iniziative, con ad esempio agevolazioni straordinarie, ma se non vengono rese note attraverso un piano strategico di comunicazione, queste stesse iniziative rischiano di risultare vane.
Sotto questo aspetto le istituzioni devono promuovere la comunicazione, facendo conoscere al cittadino i servizi e le attività rivolti alla comunità. Le risorse investite in comunicazione, dunque, rappresentano un investimento e non già una spesa: informare i cittadini, significa evitare loro di passare attraverso mille sportelli. Significa, cioè, far risparmiare tempo alle persone e, così facendo, ottimizzare il lavoro di quanti operano all’interno dell’amministrazione pubblica.  

LA CHIAREZZA PRIMA DI TUTTO
Informare i cittadini è un’azione complessa che, per avere successo, richiede che vengano rispettati alcuni principi. Ne cito due, mostrando brevemente alcune iniziative portate avanti in Regione Lombardia.
Per essere efficace la comunicazione deve essere semplice, a partire dal linguaggio con cui sono scritti gli atti e dal percorso ideato per accedere agli interventi regionali. Mi tornano in mente le parole del linguista francese Roland Barthes: «La scrittura serve a comunicare». Tutto ciò deve essere calato anche nella realtà della pubblica amministrazione.
Un esempio di comunicazione semplice e diretta è stata quella del buono famiglia lanciata lo scorso 23 dicembre e con il quale abbiamo messo a disposizione dei nuclei familiari un contributo di 1.500 euro all’anno: in pochi mesi, ci sono arrivate oltre 17mila domande. Merito, appunto, anche della comunicazione che ha puntato sulla semplificazione delle informazioni utili per accedere allo stesso buono e su un’immagine semplice impiegata nella campagna pubblicitaria, con lo slogan «Uno due tre… Buono Famiglia». Allo stesso modo occorre semplificare le leggi, evitando ai cittadini inutili trafile: in questa direzione Regione Lombardia, anche in questa legislatura, ha continuato l’azione di disboscamento legislativo per arrivare ad approvare dieci testi unici. Questi sforzi dovrebbero, a mio avviso, essere accompagnati da tutte le istituzioni: è davvero difficile, tanto per fare un esempio concreto, il fatto che un’azienda di piccole dimensioni specializzata nel settore chimico riesca a ottemperare in poco tempo al regolamento Reach emanato dall’Unione europea, peraltro pubblicato solo in inglese. È impensabile che – per rimanere sempre in tema di lingua – la Dg imprese della Ue pubblichi i bandi sono in inglese, francese o tedesco. L’Italia è uno dei paesi fondatori della Ue e, dunque, l’italiano deve avere diritto di cittadinanza anche negli atti ufficiali.

LE VIE DI INTERNET SONO DAVVERO INFINITE
Realizzare un’informazione efficace ed efficiente significa, nel caso di un intervento pubblico, colpire nel segno. La rivoluzione tecnologica in atto, permette oggi un approccio nuovo da parte della macchina pubblica che si sta consolidando sotto il nome di e-government. Per una Regione come la nostra – che può vantare, il 94% della copertura di larga banda dei cittadini – l’utilizzo di internet è diventato una priorità.  Voglio citare, per sommi capi, sette esempi recenti di successo.
Per la Dote scuola abbiamo previsto un’unica domanda online e la comunicazione via sms del riconoscimento del contributo regionale - oltre 400mila beneficiari tra 2008-2009. Per gli incentivi alla sostituzione dei veicoli obsoleti con mezzi ecologici abbiamo pubblicato online i tre bandi riservati a cittadini e imprese, mettendo a disposizione su internet un voucher da scaricare: dal 21 ottobre sono stati scaricati voucher per un valore complessivo di 10 milioni di euro. Per il bando Innovaretail, lanciato il 15 ottobre e riservato all’innovazione delle imprese commerciali, abbiamo adottato una procedura online, con tempi di istruttoria e finanziamento rapidissimi: 1.281 le imprese beneficiarie.
Per il Piano casa abbiamo attivato uno specifico sito internet che funziona dal 15 luglio, informando i cittadini e le associazioni: grazie alla newsletter “Noi sanità” - iniziativa unica nell’ambito delle Regioni italiane -  siamo in contatto via e-mail con i 100mila operatori del sistema socio-sanitario; con la campagna video 2009-2010 di reclutamento dei volontari della Protezione civile abbiamo fatto ingresso su Facebook e Youtube; con la web tv “Play Lombardia” lo scorso 20 ottobre abbiamo rilanciato l’offerta turistica in Lombardia.

RILANCIAMO UNA NUOVA IMMAGINE DEL TERRITORIO
C’è, infine, un terzo aspetto a cui voglio accennare. Ho parlato della comunicazione pubblica come di un momento speciale per condividere le scelte da fare e fatte. In un’ottica di crescita del sistema, risulta strategica anche la promozione dell’immagine di un territorio. Siamo consapevoli, infatti, che nel processo di globalizzazione gli enti territoriali acquistino una sempre maggiore rilevanza. In questo nuovo ruolo, le Regioni sono chiamate a sostenere con rinnovato impegno il rafforzamento della comunicazione istituzionale: esse devono consolidare il proprio brand, puntando sulle proprie politiche, tradizioni, bellezze naturali ed eccellenze imprenditoriali.
In questo ambito fare comunicazione significa promuovere molteplici iniziative. Regione Lombardia si è assunta il ruolo di speaker del nostro sistema, sviluppando ad esempio il sistema fieristico o rafforzando la presenza all’estero, attraverso missioni istituzionali che vedono la presenza di tanti soggetti pubblici e privati. Per sottolineare anche visivamente il nostro dinamismo, abbiamo voluto rivedere lo scorso aprile il nostro marchio, la rosa camuna, modernizzandolo e attualizzandolo attraverso la sua trasformazione tridimensionale. Con questo semplice intervento grafico desideriamo comunicare che la Lombardia è una Regione sempre più dinamica, attenta a cogliere le opportunità offerte dalla globalizzazione in termini di costruzione di nuove relazioni.
Voglio concludere con uno sguardo pieno di speranza, proiettato in avanti. Lo faccio a partire dai risultati di una ricerca realizzata dalla Fondazione Iulm nel 2008: il valore economico della creatività in Lombardia costituisce il 15% dell’intero comparto produttivo, contro il 10% italiano. Credo che puntando su questo fattore d’eccellenza anche nell’ambito della comunicazione, intesa nelle sue tante e diverse sfaccettature, il sistema lombardo supererà le secche della crisi e riuscirà a rilanciarsi con forza nel mondo.

Rho 03/11/2009 | Società

Manifestazione: Salone europeo comunicazione pubblica

 
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