IL CORAGGIO DELLA POLITICA ANTI INQUINAMENTO
Ringrazio l'Unpd (United nations development programe) per l’importante occasione di confronto e dibattito che ci viene offerta con questo summit, che mette in particolare rilievo il ruolo dei governi sub nazionali. Ritengo particolarmente interessante il panel odierno, che mette a confronto industria e politica. La riflessione di questi giorni è sull’inquinamento globale, fenomeno sempre più grave che ci richiama a una forte responsabilità. L’inquinamento ha però due facce: quella globale e quella locale, connesse tra di loro ma talvolta anche in antitesi. Compito di un governo regionale è conciliare le esigenze locali con quelle globali. In questa direzione l’esperienza maturata dalla nostra regione e dalle altre regioni europee dimostra che il livello dei governi subnazionali è quello meglio in grado di realizzare questo obiettivo.
La Lombardia, che ho l’onore di governare da quindici anni, è la più importante regione italiana e una delle maggiori d’Europa, con 10 milioni di abitanti e il 20% del Pil. È una regione fortemente antropizzata e industrializzata e consuma il 25% dell’energia dell’intero paese. Oltre a essere, quindi, una regione che per sua natura genera rilevanti emissioni di gas serra, è collocata in una posizione geografica particolarmente sfavorevole, con una bassissima dispersione degli inquinanti, che ne fa una delle aree più critiche in Europa anche dal punto di vista dell’inquinamento locale. Regione Lombardia, si è trovata, fino dalla fine degli anni Novanta, ad affrontare questa difficile situazione, e ha preferito adottare la politica del fare rispetto alla logica del non fare che, per troppi anni, è stata causa non solo di immobilismo e ritardi, ma soprattutto di gravi danni ambientali. Abbiamo preferito adottare da subito i più avanzati sistemi di misurazione degli inquinanti, informare i cittadini, far crescere in essi la coscienza dei problemi ambientali, stimolare comportamenti virtuosi da parte di persone e imprese.
Ci siamo poi interrogati sui limiti che le politiche ambientali pongono al sistema delle imprese, quali gli incrementi di costo del prodotto legati ai nuovi investimenti e i potenziali svantaggi nella competizione internazionale; ma anche sulle opportunità, come il risparmio energetico e di risorse, di business collegate al rinnovamento in molti settori, penso alla produzione di energia, all’auto o agli impianti di riscaldamento e anche la nascita di nuovi prodotti.
Nella convinzione che la politica debba sostenere il mercato e che il mercato debba accettare le regole imposte dalla politica per trovare strade più virtuose, Regione Lombardia ha deciso di intervenire bilanciando le politiche di divieto con quelle di incentivazione, nell’intento di rendere conciliabile un binomio storicamente in contrasto: industria e ambiente.
FRA INDUSTRIA E AMBIENTE LA CONVIVENZA È POSSIBILE
Ci siamo mossi su due fronti: il primo è stato l’intervento sulle normative. La Lombardia fin dalla fine degli anni Novanta ha attivato misure diversificate, articolate e complesse, perché la lotta all’inquinamento si combatte su moltissimi fronti. In particolare nel settore energetico abbiamo adottato dal 2002 un innovativo programma energetico regionale fortemente condiviso con istituzioni e imprese, che ha guidato lo sviluppo energetico della Regione.
Nel 2006, abbiamo fatto confluire le numerose misure adottate a favore della qualità dell’aria in una unica legge regionale (24/2006), innovativa e organica, la prima di questo genere in Italia e in Europa, indirizzata ad agire contestualmente su tutte le sorgenti d’emissione: industria, traffico, agricoltura, riscaldamento, senza trascurare le azioni a supporto del risparmio energetico, del potenziamento del sistema dei controlli e dell’incentivazione dei comportamenti individuali virtuosi. Un provvedimento che – desidero ricordare – è stato lodato dalla stessa Commissione Europea.
Il secondo fronte sono gli interventi di sostegno e di incentivazione. Anzitutto il sostegno alla ricerca e all’innovazione tecnologica, attraverso contributi finanziari e indicazioni di policy, volte a favorire l’applicazione industriale dei risultati della ricerca scientifica.
Ricordo, a questo proposito, il nostro fattivo sostegno al Centro comune di ricerca di Ispra (Jrc) della Commissione Europea, il più avanzato in Europa per il controllo delle emissioni inquinanti e dei relativi effetti sulla salute, in particolare nel settore degli autoveicoli. Lo stretto legame e gli ottimi rapporti con il Jrc hanno consentito di disegnare un programma di alto profilo per affrontare i problemi della qualità dell’aria in un’area geografica che è tra le più svantaggiate d’Europa dal punto di vista delle condizioni naturali e geomorfologiche. Questo rapporto ci ha aiutato nel ruolo che abbiamo assunto di coordinatori di programmi integrati di intervento tra tutte le altre regioni del nord Italia, fatto che dimostra la capacità dei governi regionali di confrontarsi e coordinarsi.
Abbiamo promosso direttamente come Regione alcuni importanti progetti di ricerca cofinanziati dalla Commissione europea in campi di avanguardia come ad esempio quello dell’idrogeno e delle celle a combustibile, promuovendo anche la realizzazione di impianti dimostrativi, uno dei quali è installato nella nuova sede del governo regionale che inaugureremo a breve.
Inoltre abbiamo garantito importanti incentivi agli enti pubblici e agli utenti privati, ad esempio nel settore del riscaldamento, favorendo la sostituzione di vecchi impianti con nuove caldaie, e l’impiego di combustibili a minore impatto. Abbiamo, ad esempio, proibito l’uso di olio combustibile pesante, causa di forte inquinamento, a favore di impianti moderni ed efficienti alimentati a metano o gasolio. Anche nel settore della mobilità, abbiamo concesso contributi per l’acquisto di nuove auto e mezzi pubblici in sostituzione di vecchi automezzi fortemente inquinanti. Tutto ciò ha messo in moto un circolo virtuoso per il mercato.
IN 5 ANNI EMISSIONI INDUSTRIALI RIDOTTE DEL 20%
Abbiamo favorito, attraverso la programmazione energetica regionale l’accelerazione dei processi autorizzativi, il rinnovo del parco delle grandi centrali, con l’introduzione di nuovi e moderni impianti a ciclo combinato ad elevata efficienza, con significative riduzioni delle emissioni sia di gas serra, sia di polveri. Per questi impianti abbiamo anche imposto fin dal 2004 limiti assai restrittivi per le emissioni di ossidi di azoto (NOx): 30 mg/Nmc contro i 50 previsti dalle norme europee e nazionali. Questi limiti sono stati accettati dai costruttori e dai produttori di energia, che hanno migliorato i propri impianti senza sensibili aumenti di costo. Ciò ha permesso di ridurre le emissioni degli ossidi di azoto dalle centrali termoelettriche del 40% tra il 2004 e il 2007, in largo anticipo rispetto alle previsioni. La Lombardia, unica regione in Italia, ha adottato già dall’ottobre 2008 la nuova autorizzazione integrata ambientale europea per le 1.700 maggiori aziende della Lombardia. Entro cinque anni prevediamo una riduzione di almeno il 20% di emissioni in atmosfera dall’industria pesante. Questa autorizzazione prevede un’interazione tra aziende e pubblica amministrazione ed è finalizzata a ricercare e applicare le migliori tecnologie per la gestione integrata delle emissioni riguardanti atmosfera, acqua e rifiuti.
L’applicazione delle best practices prevede un tempo adeguato perché le aziende possano pianificare i propri investimenti per minimizzare i costi e massimizzare i benefici in termini di efficienza guadagnata.
IL MERCATO DELL’AUTO E DELL’EDILIZIA SI SCOPRONO ECO
Grazie agli interventi previsti da una recente legge regionale a favore dell’efficienza energetica degli edifici, è stato stimato un risparmio energetico annuo di oltre 600mila Megawatt-ora (MWh). Le norme sono state condivise con i rappresentanti dell’industria delle costruzioni. Si sono realizzati in Lombardia, anche grazie al supporto finanziario della Regione, molti impianti di teleriscaldamento, che permettono forti risparmi di energia e quindi di emissioni, mediante l’impiego di sistemi ad alta efficienza e grazie al recupero di energia da grandi impianti, quali termovalorizzatori di rifiuti o centrali termoelettriche.
Per il contenimento delle emissioni degli autoveicoli, stiamo mettendo in atto un’azione di lungo periodo, con norme, limitazioni alla circolazione per i mezzi più inquinanti e controlli severi, proseguendo al tempo stesso con le politiche di incentivazione all’acquisto di nuovi mezzi, favorendo in particolare le tecnologie ibride, elettriche e comunque a basso impatto e i combustibili meno inquinanti.
Abbiamo in questo senso riconfermato ancora recentemente gli incentivi per l’utilizzo di veicoli ecologici, per l’applicazione dei filtri anti particolato sui vecchi automezzi pesanti e per l’acquisto di nuovi veicoli non inquinanti da parte degli utenti a basso reddito. Sono convinto che gli interventi normativi e di limitazioni alla circolazione attuati dai governi a livello di Commissione europea e di governi nazionali e regionali, uniti alla crescente sensibilità degli utenti rispetto alle tematiche ambientali e alla disponibilità di incentivi economici, abbiano avuto un grande effetto sulle politiche dell’industria automobilistica, accelerando l’adozione di motori rispondenti alle più avanzate normative. Un caso significativo è la nascita, proprio in Lombardia, di aziende che producono dispositivi di retrofit per l’abbattimento delle polveri emesse dai grandi automezzi con motori a gasolio di vecchia generazione, intervento che permette di ridurre drasticamente le emissioni prodotte da autobus e autocarri non ancora a fine vita, ma dotati di motori fortemente inquinanti. Queste aziende stanno ora sottoscrivendo accordi per la produzione di questi dispositivi in altri paesi, quali la Cina.
FOTOVOLTAICO, IL NUOVO DISTRETTO PRODUTTIVO
Abbiamo iniziato a ottenere interessanti risultati nel settore delle energie rinnovabili, in grado oggi di coprire il 35% del fabbisogno energetico regionale. La Lombardia produce oltre il 20% dell’energia da fonte idroelettrica dell’intero Paese. Particolare importanza riveste il settore idroelettrico, con una potenza installata di 6mila MegaWatt elettrici in 334 impianti.
Nel campo dell’energia solare e fotovoltaica la Lombardia è prima in Italia per strutture installate con un incremento del 300% negli anni 2007 e 2008.
Nel 2008 in Lombardia il numero di aziende operanti in questo settore è aumentato del 12% (da 536 a 600). In particolare stiamo assistendo allo sviluppo di nuove tecnologie fotovoltaiche, frutto di intense attività di ricerca pubbliche e private, e alla realizzazione di impianti di produzione basati su tali tecnologie, sostenuti anche finanziariamente dalla Regione nella fase di start-up, e promossi da grandi gruppi industriali italiani. Queste iniziative stanno dando vita a un vero e proprio grande distretto produttivo del fotovoltaico che stiamo candidando come progetto emblematico per ricevere un forte sostegno anche dalla Commissione europea. Anche nel settore dello sfruttamento energetico delle biomasse da agricoltura e allevamento abbiamo ottenuto alcuni primi interessanti risultati, con oltre 60 MegaWatt elettrici di potenza installata.
Per ottenere questi e altri risultati, oltre agli interventi normativi, in totale la Regione Lombardia ha impiegato risorse per le politiche di sostegno e incentivazione pari a 1,25 miliardi di euro.
UNA POLITICA CORAGGIOSA PER UNA BUONA QUALITÀ DI VITA
Negli ultimi dieci anni i valori dei principali inquinanti atmosferici sono scesi: biossido di zolfo (SO2) –50%; biossido di azoto (NOX) –19%; monossido di carbonio (CO) –58%; ozono –28%; benzene – 75%.
Anche il valore della concentrazione delle polveri sottili, ha subito tra il 2000 e il 2005 un decremento sensibile e che ora si è stabilizzato, ma che vogliamo ulteriormente diminuire.Serve un’alleanza forte tra scienza, impresa e politica per mettere a disposizione della società le opportunità più avanzate per elevare la qualità della vita e il rispetto dell’ambiente. Dentro una simile alleanza anche l’industria potrà massimizzare i propri vantaggi e minimizzare rischi e costi.
Servono un ulteriore impegno del mondo della ricerca e un balzo in avanti dell’industria mondiale per creare nuove generazioni di prodotti sempre più avanzati dal punto di vista dell’adeguatezza ambientale ed energetica. La scienza e la tecnica ci devono offrire, e già oggi ci offrono, nuove soluzioni.
Credo che la politica sia chiamata oggi a fare scelte coraggiose. L’azione dei governi sub-nazionali, complementare rispetto a quella dei governi nazionali, ha spesso dato prova di possedere questo coraggio: il coraggio di ascoltare i cittadini, di confrontarsi con essi e di dare loro risposte; il coraggio di adottare misure a volte difficili ma efficaci nel tempo; il coraggio di mettere in atto politiche di incentivazione senza turbare le regole del mercato e della concorrenza. Insomma, il coraggio del fare, non la comodità dello stare ad aspettare che altri risolvano i problemi. Da questo punto di vista volentieri sottoscriverò la dichiarazione finale di questo summit, consapevole della responsabilità che come governatori portiamo, ma certo che a questa responsabilità sapremo rispondere adeguatamente.
La Lombardia, che ho l’onore di governare da quindici anni, è la più importante regione italiana e una delle maggiori d’Europa, con 10 milioni di abitanti e il 20% del Pil. È una regione fortemente antropizzata e industrializzata e consuma il 25% dell’energia dell’intero paese. Oltre a essere, quindi, una regione che per sua natura genera rilevanti emissioni di gas serra, è collocata in una posizione geografica particolarmente sfavorevole, con una bassissima dispersione degli inquinanti, che ne fa una delle aree più critiche in Europa anche dal punto di vista dell’inquinamento locale. Regione Lombardia, si è trovata, fino dalla fine degli anni Novanta, ad affrontare questa difficile situazione, e ha preferito adottare la politica del fare rispetto alla logica del non fare che, per troppi anni, è stata causa non solo di immobilismo e ritardi, ma soprattutto di gravi danni ambientali. Abbiamo preferito adottare da subito i più avanzati sistemi di misurazione degli inquinanti, informare i cittadini, far crescere in essi la coscienza dei problemi ambientali, stimolare comportamenti virtuosi da parte di persone e imprese.
Ci siamo poi interrogati sui limiti che le politiche ambientali pongono al sistema delle imprese, quali gli incrementi di costo del prodotto legati ai nuovi investimenti e i potenziali svantaggi nella competizione internazionale; ma anche sulle opportunità, come il risparmio energetico e di risorse, di business collegate al rinnovamento in molti settori, penso alla produzione di energia, all’auto o agli impianti di riscaldamento e anche la nascita di nuovi prodotti.
Nella convinzione che la politica debba sostenere il mercato e che il mercato debba accettare le regole imposte dalla politica per trovare strade più virtuose, Regione Lombardia ha deciso di intervenire bilanciando le politiche di divieto con quelle di incentivazione, nell’intento di rendere conciliabile un binomio storicamente in contrasto: industria e ambiente.
FRA INDUSTRIA E AMBIENTE LA CONVIVENZA È POSSIBILE
Ci siamo mossi su due fronti: il primo è stato l’intervento sulle normative. La Lombardia fin dalla fine degli anni Novanta ha attivato misure diversificate, articolate e complesse, perché la lotta all’inquinamento si combatte su moltissimi fronti. In particolare nel settore energetico abbiamo adottato dal 2002 un innovativo programma energetico regionale fortemente condiviso con istituzioni e imprese, che ha guidato lo sviluppo energetico della Regione.
Nel 2006, abbiamo fatto confluire le numerose misure adottate a favore della qualità dell’aria in una unica legge regionale (24/2006), innovativa e organica, la prima di questo genere in Italia e in Europa, indirizzata ad agire contestualmente su tutte le sorgenti d’emissione: industria, traffico, agricoltura, riscaldamento, senza trascurare le azioni a supporto del risparmio energetico, del potenziamento del sistema dei controlli e dell’incentivazione dei comportamenti individuali virtuosi. Un provvedimento che – desidero ricordare – è stato lodato dalla stessa Commissione Europea.
Il secondo fronte sono gli interventi di sostegno e di incentivazione. Anzitutto il sostegno alla ricerca e all’innovazione tecnologica, attraverso contributi finanziari e indicazioni di policy, volte a favorire l’applicazione industriale dei risultati della ricerca scientifica.
Ricordo, a questo proposito, il nostro fattivo sostegno al Centro comune di ricerca di Ispra (Jrc) della Commissione Europea, il più avanzato in Europa per il controllo delle emissioni inquinanti e dei relativi effetti sulla salute, in particolare nel settore degli autoveicoli. Lo stretto legame e gli ottimi rapporti con il Jrc hanno consentito di disegnare un programma di alto profilo per affrontare i problemi della qualità dell’aria in un’area geografica che è tra le più svantaggiate d’Europa dal punto di vista delle condizioni naturali e geomorfologiche. Questo rapporto ci ha aiutato nel ruolo che abbiamo assunto di coordinatori di programmi integrati di intervento tra tutte le altre regioni del nord Italia, fatto che dimostra la capacità dei governi regionali di confrontarsi e coordinarsi.
Abbiamo promosso direttamente come Regione alcuni importanti progetti di ricerca cofinanziati dalla Commissione europea in campi di avanguardia come ad esempio quello dell’idrogeno e delle celle a combustibile, promuovendo anche la realizzazione di impianti dimostrativi, uno dei quali è installato nella nuova sede del governo regionale che inaugureremo a breve.
Inoltre abbiamo garantito importanti incentivi agli enti pubblici e agli utenti privati, ad esempio nel settore del riscaldamento, favorendo la sostituzione di vecchi impianti con nuove caldaie, e l’impiego di combustibili a minore impatto. Abbiamo, ad esempio, proibito l’uso di olio combustibile pesante, causa di forte inquinamento, a favore di impianti moderni ed efficienti alimentati a metano o gasolio. Anche nel settore della mobilità, abbiamo concesso contributi per l’acquisto di nuove auto e mezzi pubblici in sostituzione di vecchi automezzi fortemente inquinanti. Tutto ciò ha messo in moto un circolo virtuoso per il mercato.
IN 5 ANNI EMISSIONI INDUSTRIALI RIDOTTE DEL 20%
Abbiamo favorito, attraverso la programmazione energetica regionale l’accelerazione dei processi autorizzativi, il rinnovo del parco delle grandi centrali, con l’introduzione di nuovi e moderni impianti a ciclo combinato ad elevata efficienza, con significative riduzioni delle emissioni sia di gas serra, sia di polveri. Per questi impianti abbiamo anche imposto fin dal 2004 limiti assai restrittivi per le emissioni di ossidi di azoto (NOx): 30 mg/Nmc contro i 50 previsti dalle norme europee e nazionali. Questi limiti sono stati accettati dai costruttori e dai produttori di energia, che hanno migliorato i propri impianti senza sensibili aumenti di costo. Ciò ha permesso di ridurre le emissioni degli ossidi di azoto dalle centrali termoelettriche del 40% tra il 2004 e il 2007, in largo anticipo rispetto alle previsioni. La Lombardia, unica regione in Italia, ha adottato già dall’ottobre 2008 la nuova autorizzazione integrata ambientale europea per le 1.700 maggiori aziende della Lombardia. Entro cinque anni prevediamo una riduzione di almeno il 20% di emissioni in atmosfera dall’industria pesante. Questa autorizzazione prevede un’interazione tra aziende e pubblica amministrazione ed è finalizzata a ricercare e applicare le migliori tecnologie per la gestione integrata delle emissioni riguardanti atmosfera, acqua e rifiuti.
L’applicazione delle best practices prevede un tempo adeguato perché le aziende possano pianificare i propri investimenti per minimizzare i costi e massimizzare i benefici in termini di efficienza guadagnata.
IL MERCATO DELL’AUTO E DELL’EDILIZIA SI SCOPRONO ECO
Grazie agli interventi previsti da una recente legge regionale a favore dell’efficienza energetica degli edifici, è stato stimato un risparmio energetico annuo di oltre 600mila Megawatt-ora (MWh). Le norme sono state condivise con i rappresentanti dell’industria delle costruzioni. Si sono realizzati in Lombardia, anche grazie al supporto finanziario della Regione, molti impianti di teleriscaldamento, che permettono forti risparmi di energia e quindi di emissioni, mediante l’impiego di sistemi ad alta efficienza e grazie al recupero di energia da grandi impianti, quali termovalorizzatori di rifiuti o centrali termoelettriche.
Per il contenimento delle emissioni degli autoveicoli, stiamo mettendo in atto un’azione di lungo periodo, con norme, limitazioni alla circolazione per i mezzi più inquinanti e controlli severi, proseguendo al tempo stesso con le politiche di incentivazione all’acquisto di nuovi mezzi, favorendo in particolare le tecnologie ibride, elettriche e comunque a basso impatto e i combustibili meno inquinanti.
Abbiamo in questo senso riconfermato ancora recentemente gli incentivi per l’utilizzo di veicoli ecologici, per l’applicazione dei filtri anti particolato sui vecchi automezzi pesanti e per l’acquisto di nuovi veicoli non inquinanti da parte degli utenti a basso reddito. Sono convinto che gli interventi normativi e di limitazioni alla circolazione attuati dai governi a livello di Commissione europea e di governi nazionali e regionali, uniti alla crescente sensibilità degli utenti rispetto alle tematiche ambientali e alla disponibilità di incentivi economici, abbiano avuto un grande effetto sulle politiche dell’industria automobilistica, accelerando l’adozione di motori rispondenti alle più avanzate normative. Un caso significativo è la nascita, proprio in Lombardia, di aziende che producono dispositivi di retrofit per l’abbattimento delle polveri emesse dai grandi automezzi con motori a gasolio di vecchia generazione, intervento che permette di ridurre drasticamente le emissioni prodotte da autobus e autocarri non ancora a fine vita, ma dotati di motori fortemente inquinanti. Queste aziende stanno ora sottoscrivendo accordi per la produzione di questi dispositivi in altri paesi, quali la Cina.
FOTOVOLTAICO, IL NUOVO DISTRETTO PRODUTTIVO
Abbiamo iniziato a ottenere interessanti risultati nel settore delle energie rinnovabili, in grado oggi di coprire il 35% del fabbisogno energetico regionale. La Lombardia produce oltre il 20% dell’energia da fonte idroelettrica dell’intero Paese. Particolare importanza riveste il settore idroelettrico, con una potenza installata di 6mila MegaWatt elettrici in 334 impianti.
Nel campo dell’energia solare e fotovoltaica la Lombardia è prima in Italia per strutture installate con un incremento del 300% negli anni 2007 e 2008.
Nel 2008 in Lombardia il numero di aziende operanti in questo settore è aumentato del 12% (da 536 a 600). In particolare stiamo assistendo allo sviluppo di nuove tecnologie fotovoltaiche, frutto di intense attività di ricerca pubbliche e private, e alla realizzazione di impianti di produzione basati su tali tecnologie, sostenuti anche finanziariamente dalla Regione nella fase di start-up, e promossi da grandi gruppi industriali italiani. Queste iniziative stanno dando vita a un vero e proprio grande distretto produttivo del fotovoltaico che stiamo candidando come progetto emblematico per ricevere un forte sostegno anche dalla Commissione europea. Anche nel settore dello sfruttamento energetico delle biomasse da agricoltura e allevamento abbiamo ottenuto alcuni primi interessanti risultati, con oltre 60 MegaWatt elettrici di potenza installata.
Per ottenere questi e altri risultati, oltre agli interventi normativi, in totale la Regione Lombardia ha impiegato risorse per le politiche di sostegno e incentivazione pari a 1,25 miliardi di euro.
UNA POLITICA CORAGGIOSA PER UNA BUONA QUALITÀ DI VITA
Negli ultimi dieci anni i valori dei principali inquinanti atmosferici sono scesi: biossido di zolfo (SO2) –50%; biossido di azoto (NOX) –19%; monossido di carbonio (CO) –58%; ozono –28%; benzene – 75%.
Anche il valore della concentrazione delle polveri sottili, ha subito tra il 2000 e il 2005 un decremento sensibile e che ora si è stabilizzato, ma che vogliamo ulteriormente diminuire.Serve un’alleanza forte tra scienza, impresa e politica per mettere a disposizione della società le opportunità più avanzate per elevare la qualità della vita e il rispetto dell’ambiente. Dentro una simile alleanza anche l’industria potrà massimizzare i propri vantaggi e minimizzare rischi e costi.
Servono un ulteriore impegno del mondo della ricerca e un balzo in avanti dell’industria mondiale per creare nuove generazioni di prodotti sempre più avanzati dal punto di vista dell’adeguatezza ambientale ed energetica. La scienza e la tecnica ci devono offrire, e già oggi ci offrono, nuove soluzioni.
Credo che la politica sia chiamata oggi a fare scelte coraggiose. L’azione dei governi sub-nazionali, complementare rispetto a quella dei governi nazionali, ha spesso dato prova di possedere questo coraggio: il coraggio di ascoltare i cittadini, di confrontarsi con essi e di dare loro risposte; il coraggio di adottare misure a volte difficili ma efficaci nel tempo; il coraggio di mettere in atto politiche di incentivazione senza turbare le regole del mercato e della concorrenza. Insomma, il coraggio del fare, non la comodità dello stare ad aspettare che altri risolvano i problemi. Da questo punto di vista volentieri sottoscriverò la dichiarazione finale di questo summit, consapevole della responsabilità che come governatori portiamo, ma certo che a questa responsabilità sapremo rispondere adeguatamente.
Manifestazione: Summit sull'ambiente


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