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LA SALUTE, NON UN COSTO MA UNA RISORSA
È un’occasione davvero importante quella che ci vede inaugurare oggi il nuovo Policlinico sandonatese assieme al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: la sua presenza sottolinea la rilevanza di questo evento, importante non solo per la Lombardia ma anche per tutta la nazione. Saluto il presidente Giuseppe Rotelli: alla sua attività l’intera Lombardia ha legato alcuni passaggi importanti. Tutti noi ricordiamo che il professor Rotelli fece parte del primo nucleo dell’ufficio legale della giunta Bassetti e, a partire dal 1984, coordinò il gruppo di lavoro che portò alla redazione del piano sanitario della Regione Lombardia. Il piacere di incontrare il presidente Berlusconi e il professor Rotelli si unisce a quello di vedere il sindaco Letizia Moratti e, aggiungo, le oltre mille persone che lavorano al Policlinico sandonatese e che, quotidianamente, si prendono cura dei nostri cittadini.
È davvero un giorno straordinario quello odierno. Il paese, infatti, inaugura un’opera monumentale di grande significato scientifico, sociale e politico. Fu proprio la Giunta regionale a intuire, nel 1997, le potenzialità di questa nuova opera, condividendo il progetto di ampliamento della struttura preesistente, risalente alla fine degli anni Sessanta. Allora, la Giunta vide in questa iniziativa un tassello importante del piano straordinario per lo sviluppo della sanità lombarda che stiamo promuovendo: si tratta di un impegno unico nel panorama europeo che metterà a disposizione dei cittadini, entro un anno, 6mila posti letto completamente ammodernati, numerosi nuovi ambulatori e oltre 150 sale operatorie. Due mesi fa abbiamo inaugurato l’ospedale di Broni-Stradella, a breve inaugureremo – speriamo assieme al presidente Berlusconi – i nuovi ospedali di Niguarda, Como, Bergamo, Legnano e Vimercate. Per questo piano abbiamo investito la cifra record di quasi 1 miliardo di euro ai quali si sommano i 3 miliardi di euro con cui, a partire dal 1995, abbiamo finanziato gli oltre 500 interventi di ammodernamento dell’edilizia sanitaria pubblica.
In un momento di difficoltà generalizzata, dalla Lombardia arriva, dunque, un segnale importante di fiducia nel presente e nel futuro: l’alternativa alla crisi è investire, come sta facendo la Regione Lombardia, anche in un settore strategico come quello della sanità, che rappresenta un bene pubblico da tutelare ma anche il principale comparto economico dopo quello manifatturiero. Liberare energie, questo è quello che Regione Lombardia sta facendo in collaborazione con l’imprenditoria sana, sovvertendo il vecchio approccio che vede nella sanità un costo al posto di un investimento. La sanità è una risorsa strategica perché promuovere la salute significa favorire il benessere dei cittadini. Con questo spirito, oggi, nei cantieri lombardi lavorano 1.200 operai: lavorano con impegno per assicurare ai cittadini nuovi ospedali all’avanguardia come il Policlinico sandonatese che oggi inauguriamo.

MAGGIO 95–MAGGIO 2009: 14 ANNI DI RIVOLUZIONE LIBERALE

I primi passi del nostro impegno politico iniziano tanti anni fa, quattordici anni per la precisione. Proprio in questi giorni, nel mese di maggio del 1995, la Giunta regionale iniziò a lavorare per dare vita a una rivoluzione liberale: mettere la persona al centro dell’attenzione, assicurando la libertà di scelta della struttura in cui farsi curare. Il nostro lavoro si concretizzò nella riforma del 1997 che affermò la parità tra pubblico e privato di qualità. Fu una battaglia di libertà che scatenò contro la Lombardia le accuse di voler «uccidere la sanità pubblica». La bontà delle nostre idee convertì anche gli oppositori che nel 1999 decisero di seguire le orme della Regione Lombardia, approvando una riforma nazionale che prevedeva la libertà di cura.
Grazie alla riforma del 1997 la Lombardia può contare su un sistema sanitario maturo, dove il privato contribuisce a far crescere la sanità pubblica grazie a una collaborazione virtuosa con il sistema sanitario regionale. È il caso, ad esempio, del Gruppo ospedaliero San Donato accreditato con il servizio sanitario regionale: con i suoi diciassette ospedali presenti in tutte le principali province lombarde collabora per assicurare prestazioni d’eccellenza ai cittadini. E come non ricordare il dipartimento cardiovascolare di San Donato Milanese, primo centro del cuore in Italia che negli ultimi venti anni ha effettuato più di 38mila interventi di cardiochirurgia. Il Gruppo San Donato compete – nel senso letterale di “correre assieme” – con il servizio pubblico: è una gara contro la malattia, una sfida all’insegna della salute, intesa come bene comune, che vede la Lombardia impegnata ad assicurare annualmente 150 milioni di prestazioni ambulatoriali e circa due milioni di ricoveri con la massima soddisfazione da parte dei pazienti: l’85,9% si dichiara soddisfatto. Immaginare questa riforma non fu, per la Regione Lombardia, un salto nel vuoto: davanti ai nostri occhi, infatti, c’era la grande storia, a partire dagli ospedali medievali e rinascimentali, splendido esempio della capacità organizzativa e ospitale che la nostra terra è riuscita ad esprimere nei secoli. Il nuovo Policlinico sandonatese è l’erede di questo percorso di umanità e professionalità iniziato in Lombardia nel campo dell’assistenza ospedaliera mezzo millennio fa.

ECCELLENZA, LA PAROLA D’ORDINE DELLA NOSTRA SANITÀ
Con l’inaugurazione di oggi, dunque, vogliamo riaffermare la centralità del nostro metodo di lavoro in cui l’intervento del privato si colloca dentro il servizio sanitario e dentro le regole e gli obiettivi stabiliti dall’amministrazione pubblica. In quest’ottica il nuovo Policlinico sandonatese si inserisce a pieno titolo in quel percorso che ci vede impegnati a mantenere il nostro sistema sanitario a livelli di eccellenza. Assieme possiamo vincere le grandi sfide della sanità del futuro a patto di perseguire alcuni obiettivi di cui voglio citare i principali.
Il controllo dei costi e della qualità. Il buon governo delle risorse pubbliche impone a tutti noi di trattare il tema dei costi con la massima attenzione. Dobbiamo puntare all’ottimizzazione della gestione del sistema ospedaliero, concentrandoci sulla qualità delle cure, sulla loro appropriatezza e sul senso di responsabilizzazione di chi opera all’interno delle strutture. In questa direzione la Lombardia ha dato vita a un sistema rigoroso di controllo delle prestazioni erogate che ci permette di verificare un numero di cartelle superiore - quasi il triplo, il 5,6% -  alla percentuale stabilita dalla normativa nazionale. La stessa attenzione abbiamo riservato alla verifica della soddisfazione dei cittadini e al monitoraggio dei tempi d’attesa. Efficienza e qualità del servizio rappresentano l’asse portante delle nostre politiche e su questo continueremo a essere inflessibili. La modernizzazione dei servizi sanitari. Il nuovo modello di ospedale, destinato al trattamento multidisciplinare dei pazienti ricoverati, esige servizi ad elevato contenuto tecnologico. È il caso, ad esempio, della rete lombarda dell’emergenza-urgenza a cui il moderno pronto soccorso sandonatese partecipa assieme ad altri ventisei istituti scientifici di ricovero e cura e case di cura. Quando salvare la vita è una questione di secondi, le più moderne attrezzature cliniche possono garantire la definizione, in tempi rapidi, dell’iter diagnostico-terapeutico da adottare.
Una sanità che non teme confronti deve fare della ricerca il suo cavallo di battaglia. Il fatto che oggi in Lombardia siano presenti quasi il 50% degli Irccs nazionali, uno è il Policlinico sandonatese, è un primato importante. Una realtà come quella sandonatese, in cui Enrico Mattei volle insediare il Centro di ricerche dell’Eni, rappresenta il contesto ideale per sviluppare le ricerche già avviate dal Policlinico sandonatese: in questa direzione Regione Lombardia segue con grande attenzione le attività dei laboratori di ricerca, perché i loro risultati possono condurre a svelare i segreti in settori di grande rilevanza come quello della rigenerazione delle cellule danneggiate del cuore.
Un quarto e importantissimo tassello del percorso verso l’eccellenza riguarda la valorizzazione del capitale umano di cui la nostra sanità, come dimostra anche il Policlinico sandonatese, è così ricca. Il presupposto per combattere il rischio dell’invecchiamento delle competenze è poter disporre di competenze professionali aggiornate costantemente. Sotto questo aspetto la presenza della facoltà di Medicina a San Donato Milanese rappresenta un grande vantaggio. Per questa ragione la Lombardia sta lavorando per rafforzare ulteriormente la rete delle sei facoltà di Medicina e chirurgia, favorendo la messa a sistema delle conoscenze.

MALÀN, NOSTRO FARO NEL PROMUOVERE LA SALUTE
Avviandomi alla conclusione vorrei citare l’esempio di un grande maestro la cui memoria mi è venuta in mente scendendo dall’auto a San Donato Milanese. Il piazzale su cui si affaccia questo ospedale – al pari del dipartimento cardiovascolare del Policlinico – è dedicato alla memoria di Edmondo Malàn, pioniere a Milano nello studio e nel trattamento dei problemi congeniti vascolari. Al suo esempio di fondatore della chirurgia vascolare italiana vogliamo richiamarci in questa giornata di festa per affermare, con forza, l’importanza della medicina e della salute.  E facciamo nostri i colori intensi del grande dipinto posto all’ingresso del Policlinico, opera dell’artista Mike Ciafaloni: al centro dell’opera il maestro ha rappresentato l’albero della vita. L’augurio è che il Policlinico sandonatese continui a essere un luogo di promozione della vita e di crescita del benessere in Lombardia.  
















San Donato Milanese 19/05/2009 | Società

Manifestazione: Inaugurazione Policlinico

 
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